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Decreto “Salva coste”, i sindaci del Tigullio scrivono a Clini e Passera: “A rischio la stagione”

Tigullio. Lo stop all’ordinanza preparata dalla Capitaneria d Porto di Genova, che in deroga al decreto rotto del governo avrebbe concesso alle navi da crociera di attraccare a circa un chilometro dall’Area Marina Protetta di Portofino, continua a preoccupare i sindaci del Tigullio, tanto da indurli a scrivere una lettera ai ministri Clini e Passera. Diversi scali, infatti, sono già stati cancellati e i primi cittadini prevedono gravi danni economici.

“Con viva preoccupazione, ma altrettanta speranza, desideriamo manifestarVi il timore delle nostre comunità sui possibili scenari aperti dal c.d. Decreto Interministeriale “Salva coste”, emanato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto col Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. E’ nostro desiderio e nostro dovere di rappresentanti delle popolazioni coinvolte dal provvedimento segnalare al Governo quanto rilevante sia, per il nostro territorio, il turismo crocieristico, che ha un impatto positivo, diretto e indiretto, sia per le amministrazioni pubbliche che per il tessuto commerciale”. Questo il contenuto della prima parte della lettere scritta da Roberto De Marchi, sindaco di Santa Margherita, Giorgio D’Alia, sindaco di Portofino, Italo Mannucci, sindaco di Camogli e Mentore Campodonico, sindaco di Rapallo.

“Questa industria, sulla quale si basano gran parte delle attività commerciali territoriali e che, da sola, è stata capace di generare importanti dati di occupazione, ha visto negli ultimi anni una costante crescita, nel totale rispetto delle normative Internazionali e Nazionali riguardanti safety e security – spiegano – In pieno accordo con le ferree richieste del Piano di Sicurezza Nazionale varato dalla Autorità Marittima Italiana ed ai sensi del ISPS Code, i nostri approdi hanno visto transitare negli ultimi 5 anni più di 300.000 crocieristi ed oltre 600 navi da crociera, senza alcun incidente di security o problematiche alcune legate alla sicurezza della navigazione”.

“Qualora le Autorità competenti non dovessero affrontare con nuove normative la specificità del nostro caso, in particolare attraverso l’individuazione di rotte praticabili e di zone di fonda per la sosta delle navi da crociera, onde permettere che le oltre 150 navi attese per la stagione estiva entrante possano effettivamente scalare i nostri Porti, il danno economico arrecato al territorio potrebbe essere immediato ed irreversibile. Le Compagnie Armatrici, insieme alle Agenzie Marittime di riferimento, com’è naturale, stanno già valutando altre soluzioni che taglierebbero fuori non solo la Riviera di Levante, ma presumibilmente l’intero arco ligure dalle rotte delle navi. In un momento che sapete ben essere particolarmente critico sotto il profilo economico, crediamo che il nostro territorio non debba essere colpito duramente su un piano, quello turistico, che costituisce l’unica risorsa produttiva esistente al suo interno”.

“La nostra richiesta non è e non vuole essere un sintomo di disinteresse verso l’ambiente marino, che desideriamo venga tutelato con quel rigore di cui l’Area Marina Protetta è esimia garante, anche perché rappresenta il nostro patrimonio più rilevante. Chiediamo invece che, in un contesto di controllo, di attenzione, di stretta vigilanza anche ambientale, realizzata attraverso monitoraggi costanti e continui sotto il coordinamento della stessa Area Marina Protetta, si possa dare sviluppo a quelle attività socio-economiche che costituiscono l’asse portante dell’economia locale. La stessa costituzione dell’AMP Portofino fu l’esito di un processo delicato, di carattere concertativo, che permise l’armonico inserimento di un’area protetta in un tessuto sociale ed economico consolidato e che riuscì nell’impresa di conciliare esigenze apparentemente opposte: la tutela dei fondali marini da un lato e le consuetudini del comparto nautico dall’altra”.

“Noi siamo certi che facendo appello a quell’equilibrio che è proprio di tutte le parti in causa, e che è stato garantito, in queste ultime stagioni estive, da rotte predefinite, aree ben delimitate, regole rispettate e fatte rispettare dalla locale Capitaneria di Porto, si possono emanare idonei provvedimenti atti a definire due zone di fonda e corridoi d’accesso, che permetterebbero di salvaguardare sia l’ambiente marino che le opportunità economiche offerte dal turismo crocieristico”, concludono.