Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

De Canio al Genoa per ripetere il miracolo Lecce. A Monza le prossime gare “casalinghe”

Più informazioni su

Genova. Difficile commentare una domenica di calcio ai confini della realtà. Sarebbe stato già complicato parlare di quello visto in campo, con un Genoa impotente e abbattuto dalle “cannonate” del Siena. A rendere ancora più arduo il compito ci hanno pensato un centinaio di ultrà rossoblù: lo spettacolo che hanno offerto al Ferraris è di quelli che fanno rabbrividire.

Hanno sparato bombe carta in campo, hanno fatto sospendere la partita per 45’ filati. Non contenti hanno fatto spogliare i giocatori del Grifone della loro casacca per poi consentirgli di rimetterla solo dopo il faccia a faccia con Sculli, l’unico a non cedere alla loro richiesta. Mesto in lacrime, Rossi in versione magazziniere, Frey incredulo, Preziosi sbigottito: non era quello che si voleva vedere nella giornata dedicata al ricordo di Morosini.

Ci si interroga sulle responsabilità, su chi abbia dato l’ordine di seguire incondizionatamente i dettami di quell’agguerrito manipolo di “tifosi”. La verità verrà a galla ma chi ama il Genoa farà grande fatica a dimenticare quanto visto. Chi ha sbagliato pagherà, questo l’augurio del presidente Preziosi. “Parliamo di 60-70 persone che non sono tifosi ma delinquenti organizzati- ha ribadito a Sky il patron rossoblù- Soggetti che vanno in trasferta a difendere le maglie per poi chiederle ai loro giocatori per umiliarli. Non è solamente un fatto genovese ma nazionale. Certo bisognerà capire come possano 70 persone comandare su altre 25mila che vorrebbero esclusivamente gustarsi una partita di calcio. Questi personaggi vanno allontanati, bisogna fare in modo che non mettano più piede allo stadio: sono tutti a volto scoperto e quindi riconoscibili, vanno identificati e puniti. A livello personale con queste frasi rischio ma non mi interessa”.

Intanto è attesa l’imminente squalifica del campo, il Genoa con tutta probabilità giocherà le ultime partite casalinghe sul neutro di Monza. Da lì dovrà ripartire la corsa verso la salvezza. Ricacciato Malesani, tocca a De Canio guarire questo Grifone malato. Vestirà i panni dello psicologo, in questo momento bisogna lavorare sulla testa dei giocatori.

A Lecce, nella scorsa stagione, il tecnico ha portato a casa una salvezza che ha il sapore del miracolo e anche questa volta è atteso da un compito quanto mai complicato. Mancano 5 partite, gare da dentro o fuori. Mercoledì la più ostica in casa del Milan ma il punto strappato dal Bologna a San Siro ha dimostrato che nel calcio tutto è possibile. Da non fallire poi i successivi match contro Bologna, Cagliari, Udinese e Palermo: contro rossoblù e rosanero i turni “casalinghi”.

De Canio è stato chiamato per dirigere la flotta rossoblù in questi ultimi 5 delicatissimi turni di campionato, chissà che strappando la salvezza non riesca a garantirsi anche un lavoro per il futuro. I tifosi, quelli veri, a questo punto se lo augurano vivamente.