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Elezioni Genova, Lunardon: “Nessuna lezione dal centrodestra, recuperiamo il nostro orgoglio”

Genova. Il cuore oltre l’ostacolo il Pd lo butta in piazza Baracca, nel cuore della Genova tradizionalmente rossa, a pochi metri dal cantiere di via Soliman. E’ il segretario provinciale straordinario, Giovanni Lunardon, a tirare la sferzata a una campagna elettorale non elettrizzante e con un Pd per forza di cose dietro le quinte. Il primo pensiero è per i lavoratori “un segno concreto di solidarietà e vicinanza”.

“Non c’è cantieristica senza Fincantieri e non c’è Fincantieri senza il grande cantiere di Sestri. Il sostegno del Pd c’era ieri, oggi e ci sarà sempre domani”, ha detto Lunardon dal palco.

Poi un’analisi politica: “Facciamo una campagna elettorale difficile in un momento complesso, con una grande crisi sociale che morde oggi e che continuerà nei prossimi mesi a cui si somma la crisi politica, che vede diffondersi un forte movimento antipolitico”.

Ma – parte l’affondo del segretario – se è vero che “la politica ha le sue debolezze”, non deve valere il “sono tutti uguali”. “E’ il sale della democrazia distinguere colpe e meriti. La crisi è globale ma qualcuno ci ha portato al collasso ed è stato il governo Berlusconi, c’è un motivo per cui non si è toccata la spesa dei ministeri e invece si è tagliata quella degli enti locali – ha sottolineato Lunardon – volevano far ritirare il perimetro del pubblico e colpire il welfare. Ma è una politica fallita in tutto il mondo”.

In questa campagna elettorale continua Lunardon “non ci facciamo quindi dare lezioni dal centrodestra, non hanno nemmeno la dignità di presentarsi sotto le insegne dei partiti che li sostengono. Non sono movimenti civici, sono quel che rimane del centrodestra, e siccome sappiamo cosa hanno fatto non possono aspirare al governo di questa città”.

Infine un parallelo tra Francia e Italia. “Al primo turno, in Francia, hanno vinto i socialisti di Holland ed è un segnale per tutti, le elezioni comunali a Genova sono un test politico, dobbiamo essere all’altezza di quel segnale”.

E’ possibile secondo il Pd “riportare in campo la buona politica e governare bene, è l’impegno del centrosinistra, forte dei contenuti e dei volti dei suoi candidati”. A una condizione: “Dobbiamo recuperare anche il nostro orgoglio, quello di essere un grande popolo e un grande partito, con una grande coalizione a fianco di Marco Doria”.