Cronaca

Da Genova in 45 per Occupy Green Hill, la Lav: “Chiudere subito quel lager”

Genova. C’erano anche 45 genovesi alla manifestazione “Occupy Green Hill” che sabato scorso ha portato alla liberazione di decine di cuccioli di beagle, strappati a un destino orribile.

Quasi duemila persone, arrivate con pullman da tutta Italia davanti ai cancelli dell’allevamento-lager del bresciano, dove sono rinchiusi circa 2.500 cuccioli allevati e poi venduti a laboratori scientifici e multinazionali farmaceutiche e cosmetiche in Italia e all’estero.

Una manifestazione, quella di sabato, che ha portato anche all’arresto di 12 attivisti (quelli che fisicamente sono riusciti a scavalcare i cancelli e a liberare i cani) e che rappresenta il culmine di molti anni di battaglie animaliste: “Green Hill è l’ultimo allevamento del genere in Italia – spiega Daniela Filippi, coordinatrice della Lega anti vivisezione per la provincia di Genova – ma mentre in passato non fu difficile riuscire a far chiudere l’allevamento Morini di Reggio Emilia, perché era un piccolo allevamento a gestione famigliare, la battaglia è molto più dura perché Green Hill è un allevamento di grandi dimensioni collegato a una multinazionale”.

Intanto in Parlamento c’è una proposta di legge che renderebbe Green Hill fuori legge: “La proposta, attualmente commissione al Senato, dovrebbe portare al divieto di creare in Italia allevamenti di animali domestici destinati alla vivisezione”.

La Lav e la Lega a difesa del cane, oltre a comitati spontanei di cittadini, avevano pubblicizzato da settimane anche attraverso i social network, la manifestazione di sabato, il cui esito ha provocato poi parecchio clamore, anche grazie alle immagini commoventi dei cuccioli “liberati” passati di mano in mano al di là del filo spinato.

Le 12 persone arrestate (4 donne e 8 uomini) dovrebbero essere scarcerate nella serata di oggi, dopo la convalida del fermo: “Questi ragazzi ora sono accusati di reati molto gravi – spiega Filippi – e l’allevamento dice che ha avuto danni per 250 mila euro. E’ assurdo e penso che tutte e 2 mila le persone che erano alla manifestazione avrebbero voluto entrare nel lager e liberare quei cuccioli”.

Davanti a Green Hill c’erano studenti, impiegati, casalinghe e mamme: “Non i ‘delinquenti’ di cui ha parlato qualche giornale, ma persone normalissime – spiega la coordinatrice della Lav – e quello che è accaduto è stato un gesto assolutamente spontaneo, nato dall’esasperazione di dover convivere con quell’orrore”.

Gli arresti di sabato non fermeranno però le proteste: “Ci auguriamo che la legge passi al più presto, ma nel frattempo le manifestazioni continueranno fino alla chiusura di Green hill”.

Intanto anche a Genova la Lav porta avanti la sua battaglia contro la vivisezione, ma se il Comune della Spezia, grazie a una mozione approvata a febbraio, è diventato dichiaratamente un ‘Comune contro la vivisezione’, a Genova questo non potrà accadere: “Sono troppi i laboratori che fanno sperimentazione su animali in questa città, dall’Ist all’Iit, ma noi andremo avanti con le nostre lotte e le nostre campagne informative perché la vivisezione può e deve essere fermata visto che esistono delle valide alternative”.