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Contestazione Genoa, arrivano i primi Daspo, Preziosi: “Se retrocediamo non ci applaudiranno”

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Genova. Divieto di assistere alle manifestazioni sportive per 5 anni: i Daspo per i primi tre tifosi del Genoa che ieri hanno organizzato la protesta interrompendo la partita con il Siena al Ferraris sono stati firmati. Nelle prossime ore ne arriveranno almeno un altra decina, in attesa della relazione finale della Digos. Intanto da quanto si apprende sembra che la Procura federale della Figc, abbia aperto un’inchiesta sui giocatori e i dirigenti del Genoa.

Questo l’evolversi della vicenda dal punto di vista della cronaca. Nell’ambito sportivo invece oggi c’è stato il primo allenamento di De Canio a Internello, dove il Genoa si allenerà in vista del match con il Milan di mercoledì prossimo.

De Canio ha guidato una seduta durata circa un’ora e mezza sotto gli occhi del presidente Enrico Preziosi che si è fermato a lungo a parlare con Beppe Sculli, protagonista ieri della mediazione con gli ultrà che hanno interrotto la sfida di Marassi contro il Siena. Il neo mister ha cominciato a spiegare alla squadra su quale atteggiamento tattico intende puntare: spirito di sacrificio.

Dal canto suo Preziosi ha ribadito alcuni concetti: “Andiamo avanti, perché abbiamo l’obbligo di provarci, non siamo retrocessi, ad oggi siamo salvi. Certo – ha aggiunto – se dovessimo continuare a giocare così, il pericolo della retrocessione c’è. Ma io credo che qualcosa cambierà, credo che avremo la forza di tirarci fuori, poi lo vedremo. E se dovessimo retrocedere, così come in Inghilterra ieri sera hanno applaudito, a noi non ci applaudiranno, perché non abbiamo questa cultura e ci prenderemo un po’ le conseguenze di questa retrocessione, che accetteremo se è fatta sul campo”.