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Con Trasta il Terzo Valico: corteo a Bolzaneto, bambini e maestre in strada per salvare la scuola di Villa Sanguineti foto

Genova. Via Molinussi, poi Trasta e Bolzaneto: la protesta a difesa della scuola di Villa Sanguineti si è allargata a macchia d’olio e ha coinvolto residenti, simpatizzanti, movimenti, con il placet degli automobilisti nonostante qualche disagio momentaneo alla circolazione.

Il corteo partito alle 16 dalla scuola di Trasta è proseguito fino all’argine del Polcevera dove ha atteso il ricongiungimento con l’altro pezzo, tra studenti ed esponenti No Tav, partito a sua volta da Bolzaneto. A scortare bambini e adulti, è schierato un cordone di polizia e il personale della Digos, mentre per alcuni minuti è sorvolato anche l’elicottero.

“Siamo qui per difendere la scuola ma anche il quartiere – spiega Maria Antonietta, maestra di prima elementare – perché neppure le case potranno convivere con la situazione che si verrà a creare. Ci sono altri mezzi, più economici e più ecologici, per raggiungere gli scopi che vogliono ottenere con Tav e Terzo Valico”.

“No all’amianto. Vogliamo vivere”, “dimmi dove giocheranno i bambini”, sono alcuni dei cartelloni tra fischietti, e trombette. Ma è “Villa Sanguineti non si tocca” lo slogan principale, scritto a pennarello sui palloncini, con cui maestri, genitori e bambini, sono scesi in strada per difendere la scuola dai cantieri del Terzo Valico.

“Hanno avuto la brillante idea di mettere gli uffici per il Terzo valico dentro una scuola ancora aperta – chiosa Andrea Agostini, Legambiente – qui accanto partirà il tunnel, e anche se rimanesse aperta, la zona diventerà un’enorme nube di polvere e amianto”.

“Non è una favola e il lieto fine non è ancora stato scritto – dice Paolo Putti, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle, già leader del movimento No Gronda – Un bel giorno un gruppo di tecnici legati alla realizzazione del Terzo Valico è arrivato nel parco della scuola e con stupore ha chiesto cosa facessero bambini e maestre ancora lì reclamando il proprio ufficio. Quel giorno è iniziata la lotta dei cittadini”.

Il presidente della Regione, Claudio Burlando, ha scritto via Twitter che si “stanno cercando soluzioni alternative”, ma tra gli abitanti del quartiere, i genitori e il personale della scuola resta alta la preoccupazione. Temono la chiusura del plesso, che seppur piccolo accoglie 176 alunni, la distruzione dell’unico parco della zona dove giocano anche i bambini e non ultimo il traffico veicolare di mezzi pesanti nel caso fosse insediato un cantiere oltre al livello di polveri sottili dannose alla salute.

“Speriamo che insieme si ragioni sullo spreco di denaro pubblico e sull’attacco alla salute con lo smarino amiantifero – commenta Antonio Bruno, Rc – Il Terzo Valico con le sue due gallerie e 35 km di scavi, costa 6, 3 miliardi di euro: vorremmo che questi soldi, una finanziaria, siano invece utilizzati per le scuole, la manutenzione del territorio e il trasporto pubblico”.