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Comunali Genova, Musso: “Ai big della politica preferisco i genovesi”

Genova. “Le passerelle di Vendola e di Alfano? Due facce della stessa medaglia: la vecchia partitocrazia con gli stessi riti di sempre. Il vecchio centrosinistra e il vecchio centrodestra non hanno capito che la gente è davvero stanca. Genova non sopporta più di essere trattata dai partiti nazionali come il tappeto rosso dove i cosiddetti big vengono per le foto e le strette di mano, per essere poi puntualmente archiviata il giorno dopo le elezioni”, lo ha detto Enrico Musso, candidato sindaco di Genova, a proposito dell’arrivo di diversi “big” della politica in questi giorni a Genova a supporto dei diversi candidati alle amministrative del capoluogo ligure.

“Siamo alle solite scene di un film già visto e rivisto. Anche in questa campagna elettorale le macchine dei partiti tradizionali chiamano Roma, ed i soliti noti delle nomenclature vengono a Genova, fanno il loro discorso e tornano a casa, felici per il compito svolto”, aggiunge Musso. “I candidati legati ai partiti, Doria e Vinai per esempio, devono riferirsi alle loro oligarchie per assumere decisioni, fare alleanze, amministrare il territorio. Questa loro debolezza è la forza della lista civica che mi sostiene, che non ha altri referenti al di là degli elettori”.

“Molti non hanno ancora capito l’aria che tira. Ascolto quel che mi dice la gente, che è stufa dello strapotere degli apparati, dei burocrati e delle oligarchie dei partiti. A sostegno di Marco Doria, si contano addirittura otto diverse sigle di partito”, aggiunge Musso.

“Io oggi sarò in strada, nelle piazze, nei mercati con i tanti volontari della lista civica – sottolinea Musso – e con le tante persone per bene che mi danno una mano e incontro i miei unici punti di riferimento, i genovesi. Per me, i big sono i genovesi perché è da loro, e solo da loro, che dipende il cambiamento che può prodursi a Genova”.