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Cronaca

Camogli: pirati rubano un motoscafo da 120 mila euro

Camogli. Un assalto da veri e propri pirati quello avvenuto due giorni fa a Camogli. Due uomini con pistole in pugno, sono riusciti a portarsi via un motoscafo da 120 mila euro sul quale il proprietario stava pacificamente pescando. Motoscafo che è stato poi ritrovato affondato a una decina di miglia dal luogo del fattaccio.

Una storia che ha dell’incredibile eppure dettagliatissima quella che ha raccontato Giancarlo Orizi, 50 anni, operaio specializzato genovese ritrovato dalla Capitaneria di porto su un gommone in balia delle onde dove era stato lasciato dai ‘pirati’ che gli avevano appena soffiato il suo Crownline 260 Cr blu notte, motoscafone full optional. In sintesi, secondo il racconto del depredato, l’abbordaggio dei pirati è avvenuto così: Orizi stava pescando a due miglia dalla costa di Camogli, pochi passi da Portofino, quando al motoscafo si è avvicinato un gommone con a bordo due uomini. I due hanno chiesto assistenza al pescatore che subito, secondo la legge che governa gli uomini di mare, si è adoperato per farli salire a bordo, lasciando il gommone alla cima.

Appena a bordo però i due hanno estratto le pistole e costretto Orizi a scendere sul gommone. Sciolta la cima, i due pirati se ne sono andati a tutta manetta col motoscafo, lasciando Orizi in balia delle onde. Fortunatamente i due non hanno voluto portargli via anche il cellulare così l’ex proprietario del motoscafo ha potuto chiamare la Capitaneria tramite il 1530, numero del soccorso in mare. Non solo: i pirati sono stati così accorti da lasciare sul gommone le dotazioni di sicurezza in modo che la vittima, sparando i razzi rossi di segnalazione, potesse subito farsi trovare dai soccorritori.

La Capitaneria di porto ha subito attivato le ricerche, diramando via radio l’ ‘identikit’ del motoscafo rubato. Stessa cosa ha fatto la Polmare e anche i carabinieri, che hanno attivato la squadra nautica. Il Crownline blu notte, hanno pensato i militari della Compamare, non può ovviamente essere scomparso e, anche se ha un’autonomia sei ore a serbatoi pieni, di strada non può averne fatta granché. Così la capitaneria ha attivato tutti i propri mezzi per cercare quel motoscafo. E infine l’ha trovato: a una decina di miglia da Camogli, adagiato sul fondale davanti a Corso Italia, Genova. Il ritrovamento del motoscafo apre a mille ipotesi diverse: che si sia trattato di un’intimidazione? Che i ‘pirati’ si siano sentiti braccati dalle forze dell’ordine e che si siano liberati del bottino? Oppure si tratta di un bluff? Un quesito che in queste ore stanno cercando di sciogliere gli uomini dell’ammiraglio Angrisano.