Calcioscommesse, lo “zingaro” Vinko Saca esclude coinvolgimento di giocatori rossobluerchiati

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Da qualche giorno le parole di Enrico Mentana rimbalzano sinistre e apocalittiche in tutti media sportivi e non: “Tra pochi giorni ci saranno arresti eccellenti anche in serie A”.

I giorni sono passati ma ancora non è successo nulla. O meglio, non è stato arrestato nessun nuovo giocatore, ma ha parlato il croato Vinko Saca, arrestato nell’ambito dell’inchiesta cremonese sul calcioscommesse, nel suo interrogatorio di garanzia ha detto di aver conosciuto solo i giocatori italiani Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio (il primo quando era del Mantova, il secondo un ex La Spezia).

“Per quanto concerne i giocatori – dichiara Saca – confermo che mi sono stati presentati solo Gervasoni e Carobbio. Però dopo Brescia-Mantova, che era andata male, il soldi erano stati restituiti a Sulijc (anch’egli del gruppo degli ‘Zingari’, ndr), da Gervasoni che era con un’altra persona che non conosco”.

Saca descrive il meccanismo della combine: “faccio presente che Sulijc e Lalic (un altro “zingaro”) anticipavano i soldi ai giocatori. I giocatori restituivano i soldi se l’ accordo non veniva rispettato. Nei casi invece in cui tutto andava bene rimborsavo come gli altri Sulijc e Lalic di quanto anticipato in proporzione alle scommesse”.

Insomma Vinko Saca non fa alcun riferimento a giocatori presenti e passati delle due compagini genovesi, che talvolta invece sono stati tirati in ballo dal resoconto di altre testimonianze.