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Bufera Lega, Bruzzone: “Esterrefatto, mai gestito nomine nazionali come Fincantieri”

Genova.Conseguenze sicuramente importanti con un cambiamento epocale dell’assetto del Carroccio: è quanto si prevede dopo le dimissioni di Umberto Bossi. In una telefonata tra Nadia Dagrada e l’ex tesoriere Francesco Belsito (agli atti delle inchieste in corso) la dirigente amministrativa “parla chiaramente del nero che Bossi dava tempo fa al partito”. Un nero che, secondo gli investigatori, è riconducibile a “denaro contante che può avere varie origini, dalle tangenti alle corruzioni o ad altre forme di provenienza illecita e non tracciabile”.

Sempre dagli atti emerge che Renzo Bossi e la sua fidanzata Silvia Baldo “sono stati insieme alla sede della Lega di via Bellerio e si sono portati via i faldoni della casa per timore di controlli”. E ancora emerge un episodio legato a un presunto fascicolo formatosi sul figlio di Bossi che sarebbe stato “affossato” da “Silvio”. Nadia Dagrada consiglia inoltre a Belsito di farsi tutte le copie dei documenti che dimostrano i pagamenti fatti a favore della famiglia Bossi e di Rosy Mauro e di nascondere gli originali in una cassetta di sicurezza.

C’è inoltre la cartella con l’intestazione “The family” trovata nella cassaforte di Belsito e sequestrata ieri dai carabinieri del Noe. La cartella, secondo quanto appreso dall’Adnkronos, raccoglie le presunte prove di denaro distratto da Belsito per pagare alcune spese dei familiari del leader del Carroccio, Umberto Bossi. Fatture e “scontrini” da migliaia di euro sono ora al vaglio dei carabinieri del Noe e dei pm.

L’ex tesoriere Belsito avrebbe dato 50 mila euro al segretario ligure del movimento, Francesco Bruzzone. Anche questo emerge dagli atti dell’inchiesta e in particolare a una telefonata fra lo stesso Belsito e Giacomo Chiappori, deputato leghista e sindaco di Diano Marina. Il denaro sarebbe stato consegnato da Belsito a Bruzzone “per farlo entrare nel cda di Fincantieri di Genova, ruolo che effettivamente Belsito ha poi ricoperto”.

“Dopo che l’hai aiutato, che gli hai fatto vincere il congresso, che non avrebbe mai vinto, e biribì, biribò e biribò, questo bastardo si chiama fuori, ‘chi lo conosce Belsito’, perché ti dico io che l’ha detto, ti dico io che l’ha detto”. E’ il passo di una telefonata di Chiapporti a Belsito, parlando di Bruzzone. Sempre secondo gli atti dell’inchiesta, gli risponde l’ex tesoriere leghista: “Però 50 mila euro che si è preso per Fincantieri, se l’è dimenticato questo… la nomina del cda, eh”. “Si dimenticano tutto, tutto si dimenticano tutto; questi sono dei bastardi” dice Chiappori.

“Sono esterrefatto per questa finta notizia che smentisco categoricamente – ha dichiarato Bruzzone – A a meno che Belsito non intenda parlare della sua nomina, e per qualsiasi motivo abbia fatto un’oblazione che mi sfugge. Perché da quando lui è amministratore non ho mai avuto accesso alla contabilità”. “A ciò si aggiunge – ha continuato Bruzzone – che nella mia vita di segretario non ho mai avuto la possibilità di gestire nomine nazionali come quella di Fincantieri”. Il segretario regionale ligure ha preannunciato querele “perché il fatto non esiste”. “Se tale dichiarazione dovesse essere stata fatta da Belsito, per farsi ancora più grande di quello che era, la querela sarà doppia.

Il segretario regionale Bruzzone ha convocato per questa sera il vertice ligure del partito, prendendo tempo: “Rimarcando la portata palesemente extra regionale del caso Belsito, ogni riflessione o decisione formale in merito è demandata alla riunione del consiglio nazionale della Lega Nord Liguria. Il massimo organo ligure del movimento avrà modo di prendere le opportune iniziative tese sia alla giusta e doverosa distinzione tra le eventuali responsabilità individuali dell’amministrazione federale e il momento elettorale in corso, sia all’eventuale sostegno alla potatura di rami che ostacolano la rigogliosa crescita del movimento”.

“La rimozione di Belsito non basta” ha detto stamane il sindaco di Verona, Flavio Tosi, a Genova per sostenere la candidatura di Edoardo Rixi. Su Belsito Tosi non si è pronunciato: “Gli avrò parlato una volta” dice, ma molta responsabilità ce l’ha con chi lo mise lì: “Adesso stiamo a vedere l’attività di indagine che spero sia veloce. Se uscirà pulito meglio, se andasse diversamente bisognerà andare a vedere chi l’ha portato nel movimento e si è assunto la responsabilità di dargli quel ruolo”.

Edoardo Rixi ha evidenziato: “E’ chiaro che prima di arrivare a nominare il cassiere di un partito occorre informarsi bene e fare delle considerazioni di merito. Se questo in passato non è stato fatto bisognerà per il futuro farlo perché un episodio come questo fa male alla Lega, ai militanti e a tutta la città”.

“Ci saranno i congressi, ci saranno le assemblee, bisognerà discutere con i militanti su quella che dovrà essere un’azione energica per far capire che la Lega è sempre la Lega della base, di persone oneste che ci mettono la faccia e che non hanno voglia di vedersi sui giornali per colpa di qualcuno” hanno detto Tosi e Rixi.

Rispetto a Bossi, il sindaco di Verona ha detto nella sua visita ligure: “Penso che tutti su Umberto Bossi pensino due cose: anzitutto che Bossi è uno che dei soldi non si approfitta proprio per come è lui e parlo di lui personalmente; in secondo luogo che lui è la storia della Lega, che ha portato il movimento dove è adesso, pagando personalmente in salute”.

Tosi ha parlato anche della necessità di rivedere la legge del finanziamento pubblico ai partiti: “Trovo normale che in maniera e in misura corretta i partiti siano finanziati dallo Stato altrimenti chi ha i soldi si fa il partito, gli altri no”. Il problema secondo Tosi sta nella “nella misura e nella maniera di questo finanziamento. La misura perché è chiaro che se un partito investe milioni, al di la della Tanzania che è una scelta che si fatica a comprendere, vuol dire che riceve dallo Stato troppi soldi”.