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Amt, incontro tra azienda e sindacati: incombe lo spettro dei tagli

Genova. Continuano le preoccupazioni per il personale del trasporto pubblico. A pochi giorni dallo sciopero della settimana scorsa, che ha visto un’adesione del 99%, sindacati e lavoratori temono che non arrivino buone notizie, ma tutt’altro. La preoccupazione è tanta, vista soprattutto l’anomala convocazione ricevuta per stamattina alle 9 in direzione aziendale, alla presenza di alcuni membri del Cda.

“Uno scenario del genere fa presagire una comunicazione diretta ai sindacati – commenta Antonio Cannavacciuolo, Uiltrasporti – tenendo conto della disastrosa situazione economica in cui versa l’azienda ci sono solo due strade per reperire risorse: o una revisione degli accordi, in cui insieme al Comune facciamo anche noi la nostra parte, oppure Amt comunicherà che entro due mesi non è più in grado di gestire il servizio”.

L’ultima prospettiva è ovviamente quella temuta da tempo, ma purtroppo anche la più probabile. Stamattina, infatti, il personale non in servizio manifesterà sotto la sede di via Bobbio, nel momento in cui si svolgerà la riunione con i membri del Cda.

“L’augurio è che la dirigenza ponderi bene le cose da dire – aggiunge Cannavacciuolo – a fronte di un attacco forte, risponderemo in maniera altrettanto forte. Se uscissero fuori proposte per così dire provocatorie, il clima nel prossimo mese non aiuterà certo la competizione elettorale”.

E proprio su questo punto, non bisogna dimenticare che sindacati hanno fatto un appello ai candidati sindaci. Nel giorno dello sciopero regionale del trasporto pubblico locale, hanno strappato un risultato positivo: la legge sul bacino unico, salvo imprevisti, sarà approvata nel giro di un paio di mesi, come da rassicurazioni fornite dalla giunta e dai capigruppo regionali. Nonostante questo, però, i sindacati rimangono preoccupati per la salvaguardia occupazionale e faranno pressing durante l’iter dei lavori in commissione per evitare gli esuberi di personale con le esternalizzazioni.

Il problema più grave, infatti, è proprio su Genova: nelle casse di Amt mancano i 18 milioni di euro del Comune. “Corriamo il rischio che la Regione faccia tutto il percorso e il Comune no – spiega ancora Cannavacciuolo – abbiamo chiesto un incontro ai candidati sindaci per capire idee e indirizzi sul trasporto pubblico, però nessuno ha risposto. Marta Vincenzi si era impegnata a usare l’Imu per il Tpl, dal momento che non sarà più lei a sedere a Tursi sarebbe opportuno capire come la pensano gli aspiranti sindaco”. Intanto sembra che il Comune abbia deciso di versare 5 milioni di euro, ma si tratta di una cifra ancora insufficiente.

In attesa della risposta da parte dei candidati sindaco, quindi, il messaggio sindacale è chiaro: “a qualcuno non venga in mente di soprassedere ora e riproporre il piano a elezioni compiute, non faremo sconti né prima, né dopo”. La crisi strutturale di Amt “non l’abbiamo creata noi. Chi accusa i tranvieri di essere sovrapagati sbaglia, costiamo né più né meno di altre categorie”.