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Amt, buco di bilancio e futuro: candidati sindaco al banco di prova

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Genova. Il confronto elettorale sul futuro di Amt, patata bollente in consegna alla nuova amministrazione, è arrivato: l’incontro candidati sindaco – lavoratori, si terrà domani al Cral di via Ruspoli, mentre i rappresentanti sindacali sono oggi in riunione per stilare questiti e domande da porre domattina ai pretendenti di Tursi. Probabile la presenza di Marco Doria, Edoardo Rixi e Roberto Delogu, mentre Enrico Musso e Pierluigi Vinai potrebbero mandare un rappresentante.

Come affrontare il disavanzo del trasporto pubblico locale che “non dipende dal costo del lavoro, ma al contrario dall’aumento di variabili come gasolio, affitto, assicurazione, pezzi di ricambio, costi strutturali che non possono ricadere sui lavoratori”. I programmi per sviluppare velocità e sicurezza delle linee, ma anche e soprattutto le intenzioni sulla politica tariffaria. Sono queste alcune delle richieste a cui domani i candidati sindaco dovranno rispondere, a fronte di 2500 lavoratori, con una media di 3 persone a famiglia, che tradotto in termini elettorali fanno un numero importante di voti. “Al termine del confronto tireremo le somme e faremo le valutazioni – spiega Antonio Cannavacciuolo, Uiltrasporti – se la politica è al servizio della collettività vedremo chi si impegnerà a fornire soluzioni”.

Il nodo più grosso da sciogliere è sicuramente il bilancio 2012 segnato da 35 milioni di ammanco, di cui 20 non arrivati dalle casse comunali. “Chi ce li metterà?” chiedono retoricamente i sindacati ai pretendenti di Tursi.

Dei 15 milioni che non competono strettamente al Comune ma che dipendono dall’aumento dei costi strutturali, dall’affitto delle rimesse (circa 4 milioni), e da un contratto nazionale “mai firmato” (altri 4 milioni) sono recuperabili, secondo i sindacati, questi ultimi 8 milioni ad esempio procedendo con “un’auspicabile revisione dell’accordo affittuario con Spim firmato ai tempi del socio francese, visto che Amt ora interamente comunale è in crisi e Spim è una partecipata di Tursi”.

Differente invece la questione dei 20 milioni non versati dall’amministrazione di via Garibaldi. “Noi dall’interno non abbiamo proprio margini di manovra – sottolinea il sindacalista – aspettiamo risposte dai candidati. Una cosa è certa: in questi ultimi anni 220 persone sono fuoriuscite, e il costo del personale non è aumentato dato che non abbiamo avuto rinnovi del contratto”.

Non avendo più, ormai, un interlocutore con cui trattare, i sindacati domani prenderanno appunti, dopo di che la settimana prossima convocheranno un assemblea generale e poi aspetteranno l’insediamento della nuova giunta. Con una porta lasciata volutamente aperta: le procedure di raffreddamento per la conovocazione di uno sciopero sono già attivate.