Alluvione Genova, i 10 punti del Pd per la sicurezza del territorio: "Fondamentale lo scolmatore del Bisagno" - Genova 24
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Alluvione Genova, i 10 punti del Pd per la sicurezza del territorio: “Fondamentale lo scolmatore del Bisagno”

Genova. L’alluvione è una ferita ancora aperta nel cuore dei genovesi ed è uno dei temi caldi della campagna elettorale per eleggere il sindaco di Genova il prossimo 6 e 7 maggio. Il partito Democratico ha presentato oggi, nella sua sede di Piazza della Vittoria, dieci punti per intervenire in modo diretto ed evitare che i fatti del novembre scorso si ripetano ancora.

“Il dissesto idrogeologico è forse la più grande emergenza del Nostro Paese e a Genova in modo particolare – dichiara Francesco Ferrante, senatore del partito Democratico, componente della commissione Ambiente Territorio e Beni Ambientali – In questi anni abbiamo perso molto tempo e aggravato la situazione, facendo poco per prevenire. Bisogna capovolgere il modo in cui abbiamo agito in questi ultimi anni, anche il governo nazionale poi ha dato sempre pochi fondi”.

Secondo Ferrante con questi punti il Pd vuole capovolgere questo approccio: “Per mettere in sicurezza il territorio e cambiare il modo d’utilizzarlo, anche perché poi si trasformano in tragedie, con il costo di vite umane, ma sono successivamente anche un costo economico enorme rispetto a quello che si dovrebbe versare per prevenire. Con questi punti noi facciamo capire che è una delle nostre priorità anche e soprattutto in campagna elettorale”.

Ad esporre i punti di questi programma è proprio la capolista dei candidati del Pd in Consiglio Comunale, Valeria Garotta: “Noi abbiamo presentato un documento con delle proposte concrete, volte a mettere in pratica gli interventi strutturali più urgenti per la riduzione del rischio a Genova oltre che all’adozione anche di una revisione del piano comunale di protezione civile. Pensiamo che lo scolmatore del Bisagno vada fatto e ci impegneremo a chiedere i fondi necessari a tutti i livelli: provinciali, comunali, regionali e nazionali per garantire che quest’opera sia finanziata”.

Ci sono stati molti interrigativi sul costo di quest’opera e la difficoltà di recuperare tutti i fondi necessari: “Sappiamo che costa 300 milioni di euro – continua Garotta – ma questo non vuol dire che il Comune debba averli tutti subito: si può accantonare una cifra che può aggirarsi intorno ai 30 milioni all’anno, e crediamo che questo sia possibile con la collaborazione dei diversi livelli istituzionali”.

Un altro problema emerso durante l’alluvione è stato quello dell’intervento successivo delle autorità in merito ai danni creati da questo disastro: “Esistono delle procedure che derivano dal codice degli appalti che per esigenze di trasparenza e rispetto delle regole impongono anche dei tempi tecnici di legge che non consentono d’intervenire rapidamente come chiederebbero i cittadini. A nostro avviso è necessario inserire una serie d’interventi, che vengono stabiliti e circoscritti, di messa in sicurezza definitiva per poter agire con un regolamento semplificato, garantendo tempi d’esecuzione rapidi”.