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Vittorio Brumotti comincia la scalata dell’Everest su due ruote

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Inizia oggi la scalata dell’Everest su due ruote di Vittorio Brumotti che, soprattutto in questo caso, dovrà davvero essere al 100% delle sue possibilità. Una sfida annunciata da tempo e per superare la quale il campione del mondo di Bike Trial e inviato di Striscia la Notizia si prepara da più di un anno.

Numerosi i test realizzati tra le montagne della Valtellina, fino a risalire con la bici i pendii più difficoltosi. Un allenamento che lo ha portato, ad aprile 2011, fino in Nepal. La spedizione sull’Everest è pianificata e guidata da Simone Moro, uno degli alpinisti più stimati e preparati a livello internazionale.

Dopo l’arrivo a Katmandu, previsto per domani, qualche giorno per gli ultimi preparativi e poi ancora in volo per raggiungere Lukla (2800 m). Da qui avrà inizio la vera e propria sfida. Vittorio percorrerà con la sua bike il lungo percorso che porta al campo base dell’Everest, cercando di non appoggiare i piedi a terra. Il campione utilizzerà in quell’occasione una bici chiodata: i problemi sorgeranno in particolare quando arriverà a superare i 4 mila metri di quota. “Da quel momento, bisogna scegliere tempistiche particolari per abituare il corpo alle nuove condizione che si troverà ad affrontare – ha spiegato giorni fa ai microfoni di Ivg.it lo sportivo originario di Boissano – A 8 mila metri bisognerà utilizzare le bombole, ma se arrivo alla fine piazzo una bandiera ligure in vetta”.

Quando sarà necessario, Brumotti trasporterà sulle spalle la sua due ruote. Per acclimatarsi, dovrà quindi raggiungere la vetta dell’Island Peak a 6200 m. Nel momento in cui il suo fisico si abituerà alle nuove condizioni, Vittorio affronterà la parte più pericolosa della spedizione: l’Ice Fall, un ghiacciaio in continuo movimento. E poi via senza alcuna paura verso la vetta del mondo, a 8848 metri d’altitudine.