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Vigili del fuoco discontinui riconosciuto il tfr, Piredda (idv): “Sentenza storica”

Genova. Dal 2010, Maruska Piredda con l’Alvip, l’Associazione lavoratori vittime del precariato, di cui è fondatrice e presidente, è impegnata nella battaglia per il riconoscimento del tfr ai vigili del fuoco discontinui: in Italia sono circa 16mila e 200 solo in Liguria. «Grazie al lavoro svolto dai legali dello studio Gallone & Urso di Roma, che fornisce agli associati dell’Alvip assistenza gratuita – spiega Piredda – abbiamo ottenuto un primo risultato importante. Come hanno dichiarato i legali stessi, “si è aperta la crepa che da tempo aspettavamo” quando un giudice di Roma ha respinto l’opposizione dell’avvocatura di Stato e ha deciso di mettere nero su bianco, una volta per tutte, che la categoria dei vigili del fuoco discontinui accetta sì volontariamente di partecipare ai corsi per diventare vvff, ma il proprio operato non può essere riconosciuto come mero volontariato.

Per questo motivo il giudice ha deciso che la categoria dei vigili discontinui deve essere considerata una categoria di lavoratori subordinati, sebbene con caratteristiche particolari, e ha condannato il ministero degli Interni a pagare la somma dovuta calcolata negli ultimi cinque anni. “Questo è un primo passo per riuscire a dimostrare a livello nazionale quanto questi lavoratori siano stati per lungo tempo sotto scacco del sistema. Per anni non è stato loro pagato il tfr e ancora oggi devono aspettare mesi prima di vedersi accreditato lo stipendio. Un comportamento inacettabile da parte dello Stato soprattutto nei confronti di questi lavoratori che mettono a rischio la propria vita per salvare quella degli altri”.

Vinta la prima battaglia per il riconoscimento del tfr degli ultimi cinque anni, Maruska Piredda annuncia che la guerra non è ancora finita. “Il prossimo passo sarà capire dove sono finite le liquidazioni accumulate dai vigili del fuoco precari prima del 2006. Quel che è certo, però, è che le amministrazioni dovranno cambiar rotta in futuro, se non vorranno pagare somme altissime. Questa sentenza farà da apripista a una miriade di categorie di lavoratori atipici a cui non è mai stato corrisposto il tfr. Come associazione, abbiamo depositato centinaia di ricorsi in tutta Italia sia per il riconoscimento del tfr maturato sia per il riconoscimento della figura di lavoratore subordinato”.