Università di Genova, Vezzali (Fgci): “Grandi manovre, ma si chiudono i corsi e diminuiscono i professori” - Genova 24

Università di Genova, Vezzali (Fgci): “Grandi manovre, ma si chiudono i corsi e diminuiscono i professori”

Palazzo dell'università

Genova. La Federazione Giovanile Comunisti Italiani esprime il suo disappunto nei confronti dell’incresciosa situazione che sta delineandosi all’interno dell’Ateneo Genovese e in particolare nella Facoltà di Lettere e Filosofia a seguito delle dimissioni del Preside, chiarissimo professor Francesco Surdich.

“Pur non esprimendo giudizi nel merito, avvertiamo una situazione di grave tensione che va a discapito dell’Istituzione Universitaria e degli studenti. A nostro avviso il caso di Lettere e Filosofia non è isolato, ma riflette, al di là delle caso particolare, un’atmosfera pesante respirabile in tutto l’Ateneo. Essa è la conseguenza della scellerata ‘Riforma’ voluta dal governo Berlusconi e dalla sua fin troppo zelante applicazione da parte del magnifico Rettore Giacomo Deferrari”, spiega il coordinatore Andrea Vezzali.

“Critichiamo la struttura eccessivamente verticistica delineata del nuovo Statuto, dove il Rettore diviene ‘Principe’ dell’Ateneo, con enormi poteri, mentre gli altri organi elettivi vengono svuotati di compiti e resi sostanzialmente poco gestibili e funzionali. Ma soprattutto siamo contrari allo snaturamento, messo in atto da questa ‘Riforma’, dell’idea stessa di Università, un’ idea che pare non esserci più. Le Facoltà vengono ridotte a maxi-scatoloni, dove stanno dentro alla stessa maniera economisti e psicologi, futuri avvocati e futuri maestri elementari”, prosegue.

Secondo Fgci, i Dipartimenti vengono accorpati, ad esempio come nel futuro DAFIST, dove si pretende di mettere inseme tre ambiti di ricerca e didattica completamente differenti per natura e scopi: Filosofia, Antichità e Storia.

“Forse possono stare bene insieme al Liceo, ma no di certo in Università. Mentre si fanno queste grandi manovre l’Ateneo langue, i corsi si chiudono (p.es. Servizi Sociali, Lettere Classiche, etc…) gli insegnamenti vengono cancellati, e i docenti sono sempre di meno, e quei pochi sono prossimi alla pensione. E le tasse Universitarie sono aumentate. Una brutta e preoccupante situazione per un’Istituzione che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della Città, e invece pare trascurata e senza un futuro preciso: non si riesce a capire (e questo, ahinoi, in tutta Italia) qual’è il ruolo e la fisionomia che l’Università dovrà avere. Siamo molto preoccupati, perché ciò accade per quell’istituzione che dovrà essere il mezzo principale per l’uscita dalla crisi sia per la Liguria sia per l’intero Paese. Se l’Università perde perdiamo tutti, perciò invitiamo, studenti, docenti, ricercatori, cittadini a sostenere e difendere quest’istituzione fondamentale”, conclude Vezzali.

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