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Uil pronta alla mobilitazione: “Infrastrutture e qualità del lavoro sono i temi che interessano ai mercati, altro che articolo 18”

Genova. La Uil di Genova e della Liguria dichiara lo stato di agitazione e si prepara ad iniziative di lotta da mettere in campo nelle prossime settimane. A seguito della trattativa sulla Riforma del Mercato del Lavoro, si è svolto questa mattina, presso la Scuola Edile Genovese, l’attivo dei delegati della Uil di Genova e della Liguria per avviare un momento di confronto alla presenza del Segretario Nazionale Paolo Pirani.

Presenti all’assemblea regionale circa 500 delegati. Come spesso accade, quelle della Uil sono posizioni articolate e quindi da analizzare, discutere e condividere. Ora che il  governo ritiene  concluso il confronto  sui temi del Mercato del Lavoro, decretando così la fine della concertazione, occorre continuare a sollecitare a livello parlamentare una modifica della riforma  e riaprire la partita della vera concertazione, attività e missioni fondanti della Uil.

“Il governo vorrebbe obbligare le parti sociali e il Paese a discutere solo dell’ articolo 18, ma  lavoratori e pensionati si trovano oggi a fare i conti con un’accresciuta ed insostenibile pressione fiscale che sta riducendo  il potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni.  Inoltre le decisioni assunte dal governoaumentano il costo contributivo e non scoraggiano la cattiva flessibilità in entrata. Così facendo, il lavoratore atipico pagherà in termini di retribuzione – dichiara Pier Angelo Massa, Segretario Generale Uil Genova e Liguria – I giochi al ribasso sul salario,  saranno, purtroppo, cosa facile da fare. Le addizionali Irpef hanno avuto il loro effetto negativo nelle buste paga di marzo e un ulteriore peggioramento si prospetta, nei prossimi mesi, quando entrerà in vigore l’Imu. Per non parlare dei possibili incrementi delle aliquote Iva che finiranno col pesare sui redditi medio-bassi”.

La situazione di recessione del nostro Paese, ma anche la difficoltà in cui versa la nostra Regione,  è il segno di una grave mancanza di seri progetti di sviluppo. Il nuovo sistema diammortizzatori sociali riduce le tutele per i lavoratori, soprattutto per quelle persone vicine ai sessant’anni rimaste senza un impiego. Nel giro di tre mesi questi lavoratori “esodati” hanno dovuto cambiare prospettiva di vita.

“Proprio perché si tratta di una lepre meccanica non è questo il momento di toccare l’articolo 18 – prosegue il Segretario Generale della Uil ligure – Zero burocrazia, infrastrutture, qualità e professionalità sono i temi che interessano ai mercati, altro che articolo 18”.  In Italia non esiste alcuna scommessa sulle idee e la Liguria ne sta diventando il triste riflesso.  In attesa di una ormai improrogabile riforma fiscale,  che riequilibri il carico della tassazione a favore dei redditi fissi, è necessario contrastare gli effetti recessivi delle politiche economiche del governo.

“Sul fronte fiscale si rende urgente un provvedimento  per la detassazione degli incrementi salariali derivanti dalla produttività – conclude Massa – Non  si possono escludere da questa esame le tante vertenze per crisi aziendali”. Dall’assemblea regionale dei delegati la Uil di Genova e della Liguria dichiara lo stato di agitazione e annuncia iniziative di lotta, che verranno ratificate nelle prossime settimane dal Direttivo Regionale. Questo della Uil è un segno chiaro e inequivocabile.