Udienza Costa Concordia: giornata di tensioni e polemiche, prossima convocazione 21 luglio - Genova 24
Cronaca

Udienza Costa Concordia: giornata di tensioni e polemiche, prossima convocazione 21 luglio

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Grosseto. Si è conclusa la lunga lunga di udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia. Giornata intensa, con molti colpi di scena. La prossima convocazione è per il 21 luglio con la relazione dei periti oggi incaricati di rispondere ai quesiti proposti dal gip Valeria Montesarchio.

Tra le questioni preliminari se la Costa Crociere Spa potesse assumere il ruolo di persona offesa dal reato nella fase di incidente probatorio, eventualità poi esclusa, proprio perché secondo gli inquirenti le parti offese non possono che essere i passeggeri, come aveva detto l’avvocato Giulia Bongiorno, che tutela la class action di un gruppo di passeggeri.
Parlando con i giornalisti l’avvocato Bongiorno aveva poi detto che “sicuramente Costa Spa è danneggiata dal reato, ma non è parte lesa, nel senso di persona offesa”. “Siccome il codice prevede la presenza di persone offese ma, in questa fase, non dei danneggiati, abbiamo eccepito questa configurazione che è stata data” all’ammissione di Costa Crociere Spa all’incidente probatorio. L’avvocato Bongiorno pertanto ha chiesto l’esclusione della Compagnia da questa fase dell’inchiesta.

La decisione del Gip Valeria Montesarchio che esclude la compagnia dalle parti offese, l’ha però ammessa all’udienza nella prospettiva di una fase processuale in cui la compagnia potrà configurarsi come responsabile civile. Il questo ruolo Costa ha mantenuto nell’incidente probatorio facoltà di opponibilità.

L’altra decisione contrastata è stata quella attraverso cui si è deciso di estromettere dall’incidente probatorio le associazioni dei consumatori e ambientaliste dopo aver rilevato che l’oggetto della perizia sulla ‘scatola nera’ era attinente al reato di naufragio. Non sono state poche le polemiche seguite a questa decisione. Inoltre, lo stesso gip ha ritenuto che la nuova contestazione fatta dalla procura per il reato di distruzione dell’habitat naturale non è sufficiente a ritenere contestato anche il reato di disastro ambientale, che avrebbe giustificato il coinvolgimento di quelle associazioni inizialmente ammesse come parti offese.

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