Ticket sanitari, in Liguria le fasce deboli pagano: la denuncia di Rossi (Sel) - Genova 24
Cronaca

Ticket sanitari, in Liguria le fasce deboli pagano: la denuncia di Rossi (Sel)

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Genova. Sei un cassaintegrato ligure ed hai bisogno di una visita medica specialistica? Male. Una casalinga che necessita di un esame diagnostico? Disperati. O forse sei un minore seguito dai servizi sociali che accusa un disturbo? Peggio per te.

I parametri con cui in Liguria si stabilisce chi ha diritto all’esenzione dal pagamento del ticket e chi invece si può permettere di pagare, infatti, sono particolarmente restrittivi. Una situazione che lascia scoperte alcune fasce a basso reddito.

“Non si comprendono – denuncia Matteo Rossi, capogruppo in Regione per Sel – le ragioni per cui buona parte dei cittadini più deboli non possano beneficiare dell’esenzione. La Liguria interpreta con eccessiva rigidità la già restrittiva norma nazionale. Non è affatto normale che gli inoccupati o chi ha lavorato con partita IVA venga lasciato scoperto. In altre regioni hanno operato con maggiore elasticità e buon senso.”

Una situazione che risale agli ultimi mesi dell’anno appena trascorso. In seguito alla modifica della norma nazionale, dal 1 novembre 2011 sono cambiate le modalità per l’esenzione. Le categorie di cittadini esenti dal pagamento sono quattro e prevedono sostanzialmente agevolazioni legate all’età (sotto i 6 anni e sopra i 65 ma con basso reddito).

Nella nostra regione questo ha provocato esiti paradossali: restano esclusi i minori in carico ai servizi sociali di età superiore ai 6 anni oppure i cassintegrati, i precari ed i lavoratori part-time con contratto inferiore alle venti ore settimanali. Per non parlare di chi lavora con partita Iva, perché non configurato come lavoro dipendente.

“Sembra quella vecchia canzone di Jannacci, “Se me lo dicevi prima” – commenta il coordinatore esecutivo di Sel Simone Leoncini. Per avere l’esenzione si è sempre troppo “alti” o troppo “bassi”, con il risultato che si lasciano a piedi proprio le categorie più deboli. Siamo in presenza di una lettura ottusa e paradossale della norma.”