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Tangenti ex oleificio Gaslini: condannati Mamone e l’ex assessore Striano

Genova. Accusati di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita dell’area dell’ex oleificio Gaslini, Gino Mamone e Paolo Striano sono stati condannati dai giudici del Tribunale di Genova. Il primo, titolare della società di demolizioni e bonifiche Eco.Ge, a 3 anni di reclusione, il secondo, ex consigliere comunale genovese della Margherita, a tre anni e mezzo.

Il pm Francesco Pinto aveva chiesto 3 anni e 6 mesi per Mamone e 4 anni per Striano.

Le indagini erano partite nel 2009. Il pubblico ministero aveva iscritto nel registro degli indagati Mamone e un immobiliarista di Milano, che è risultato poi estraneo ai fatti. A chiusura delle indagini, il pm aveva chiesto l’archiviazione per l’immobiliarista. Secondo quanto emergeva dalle intercettazioni, Paolo Striamo – in qualità di componente della Commissione per l’urbanistica – avrebbe agito nella compravendita dell’area ex Gaslini come intermediario tra l’immobiliarista e Mamone.

A questa trattativa avrebbe partecipato anche un altro consigliere comunale Ds che insieme a Striano si sarebbe offerto di agevolare un progetto di Mamone relativo a concessioni edilizie. Mamone è stato difeso dall’avvocato Andrea Campanile mentre Striamo è stato assistito dagli avvocati Michele Scodnik e Alessandra Poggi.