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Stoppani, Piredda (Idv): “Ancora contraddizioni tra i veleni dell’ex industria chimica”

Genova. Maruska Piredda, consigliere regionale dell’Italia dei Valori e responsabile Lavoro Welfare per la Liguria, denuncia l’ennesimo colpo di scena nella vicenda della ex Stoppani di Cogoleto da parte dei vertici della struttura commissariale.

“Due giorni fa – dichiara Piredda – il vicecommissario Cecilia Brescianini ha deciso di prolungare a sorpresa, fino al 31 dicembre 2012, il contratto dei lavoratori a oggi impegnati nelle operazioni della messa in sicurezza del sito dell’ex industria chimica, commissariata dal 2007. Il prolungamento contrattuale è in netta contraddizione con la decisione presa dalla stessa Bresciani, circa un anno fa, quando aveva addotto, come motivazione per lasciare a casa 12 operai, il Ccnl dei chimici secondo cui i contratti possono avere una durata massima di 48 mesi, più un’eventuale proroga di 8. Pertanto, avendo superato tale durata, secondo la difesa addotta dalla struttura commissariale, ai 12 lavoratori in questione non poteva essere rifatto nessun tipo di contratto”.

“Oggi, però, visto che è stato rinnovato il contratto fino al termine annuale del commissariamento anche a coloro che hanno continuato a lavorare all’interno del sito, nonostante fossero scaduti i 48 mesi più 8, pare che il vicecommissario abbia cambiato idea rispetto a quanto affermato nel 2011. Evidentemente era vero il fatto che all’interno di una struttura dichiarata di emergenza nazionale i rapporti di lavoro siano direttamente collegati alla messa in sicurezza del sito e non ai 48 mesi del Ccnl dei chimici”.

A questo punto, Piredda si chiede: “Perché si è scelto, a distanza di pochi mesi, di applicare due pesi e due misure per lavoratori che per anni hanno svolto identiche mansioni? È solo l’ultimo dei tanti punti interrogativi che rimangono in sospeso sulla vicenda. Ricordo che lo scorso novembre il giudice aveva dato ragione ai quattro operai della ex Stoppani che a luglio 2009 erano stati sospesi dal lavoro e dallo stipendio per tre giorni dai vertici commissariali con l’accusa di insubordinazione, falso e danno ambientale. Dalla sentenza, che aveva assolto i dipendenti, erano emersi elementi non solo di dubbia regolarità ma anche in aperto contrasto con alcuni vincoli stabiliti dalla magistratura stessa. Un esempio per tutti: dalle testimonianze messe agli atti del processo è risultato che alcuni operai erano “obbligati” a dichiarare che i pozzi di emungimento, indispensabili per la depurazione delle acque, altamente inquinate, fossero in funzione anche se spenti”.

Una domanda sorge spontanea. “Su chi devono ora ricadere le accuse di falso e danno ambientale, dato che i fatti sono stati accertati ma il responsabile no? Ricordiamo che il vicecommissario Brescianini, a difesa, aveva annunciato, a mezzo stampa, l’intenzione di ricorrere in appello, ma, scaduti i termini, alle parole non sono seguiti fatti – conclude – Infine, per ottenere una volta per tutte risposte certe su quanto avvenuto nel sito di emergenza nazionale dell’ex industria chimica, le speranze dei lavoratori della Stoppani sono riposte nel presidente Burlando, che, a gennaio, aveva annunciato la richiesta di chiarimenti al prefetto Musolino, oggi commissario straordinario. Rimangono, poi, da chiarire ancora molti elementi sulla mancata messa in sicurezza della discarica di Molinetto, per cui è stata attivata la “costituzione in mora” per una procedura di infrazione da parte della Ue.