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Serra Riccò, ricettavano armi per arrotondare lo stipendio: da pm parere favorevole per il patteggiamento

Genova. Per i fratelli Attilio e Adolfo Morrone e per Oksana Storozhenko, arrestati il 12 gennaio dal Nucleo operativo dei carabinieri di Sampierdarena per detenzione e ricettazione di armi, la Procura di Genova ha chiesto l’applicazione della pena, con parere favorevole del pm, per il patteggiamento.

L’indagine partì l’estate scorsa quando i militari di Sampierdarena avevano cominciato a monitorare l’attività di Adolfo e Attilio Morrone, originari dell’Alessandrino ma residenti da tempo a Serra Riccò, indicati come possibili ricettatori di armi di dubbia provenienza. Dopo accurate indagini, nel dicembre scorso, Adolfo Morrone è stato fermato e arrestato. In una zona impervia di serra Riccò i carabinieri capitanati da Alessandro Corda, trovarono undici fucili, una carabina, sette pistole, un mitra, armi bianche da collezione, più migliaia di munizioni.

Contemporaneamente a Bobbio, in provincia di Piacenza veniva arrestato anche Carlo Antonio Grassi, il socio genovese, trovato in possesso di un discreto quantitativo di armi, tra cui una carabina e un mitra Franchi da guerra che sembra fosse appartenuto al generale Amos Spiazzi e poi sequestrato nel 1974, quando l’alto ufficiale fu arrestato nell’ambito dell’indagine sul cosiddetto “Golpe Borghese”.

Nel secondo troncone di inchiesta, dopo ulteriori accertamenti, la Procura Antimafia di Genova aveva richiesto al Gip due misure cautelari per l’altro fratello e per la convivente ucraina,Oksana Storozhenko, complice per custodia di armi.

I due fratelli, incensurate, erano titolari di un’impresa di scavi ma contemporaneamente accumulavano armi rubate, in Liguria e Toscana, e le rivendevano sia a collezionisti sia a criminali anche fuori regione, arrotondando le entrate del loro lavoro.