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Sequestrate a Varese e liberate a Genova: storia a lieto fine per sei aragoste protette

Genova. Sono sei gli esemplari di aragosta mediterranea (Palinurus elephas) che verranno rilasciati questo pomeriggio in mare dal personale della Capitaneria di Porto in collaborazione con i veterinari dell’Acquario di Genova.

Gli esemplari, tutte femmine adulte con presenza di uova sotto l’addome, sono stati sequestrati in una pescheria di Varese dal Nucleo Ispettivo Pesca della Guardia Costiera genovese durante un normale controllo della filiera ittica. Secondo il Regolamento (CE) n. 1967/2006 del 2006, infatti, “sono vietati la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo, lo sbarco, il magazzinaggio, la vendita e l’esposizione o la messa in vendita delle femmine mature dell’aragosta (Palinuridae spp.)” di cui è prevista la liberazione immediata.

Questa specie è protetta e inclusa nell’appendice III della Convenzione di Berna e la pesca è vietata anche per animali sotto taglia con lunghezza del carapace inferiore a 9cm.

Dopo il sequestro e la confisca, gli animali – che erano inizialmente sette, di cui uno deceduto prima dell’arrivo nella struttura genovese – sono stati trasportati dal personale della Capitaneria di Porto all’Acquario di Genova dove sono stati tenuti in una vasca curatoriale per un paio di giorni al fine di effettuare alcuni controlli veterinari e di organizzare il rilascio in natura che, come previsto dallo stesso Regolamento, deve essere immediato.

Le aragoste femmine sono molto attente alla cura delle loro uova, che conservano sull’addome protette dalla coda ripiegata, fino al momento della nascita delle larve. La riproduzione in questa specie è un processo complesso e delicato, motivo per il quale è fondamentale il rilascio immediato in mare degli animali sequestrati.

L’occasione del sequestro offre l’opportunità di sensibilizzare il pubblico anche rispetto ad alcune modalità consolidate di uso di questi animali in gastronomia, che prevedono purtroppo tecniche alquanto inappropriate dal punto di vista del rispetto del benessere animale, quali ad esempio il mantenimento per giorni su ghiaccio e la bollitura diretta di individui vivi che comporta una forte sofferenza di questi ultimi. Si dovrebbe prevedere al contrario il mantenimento di questi animali in acquari forniti di un corretto impianto di filtrazione e di una corretta refrigerazione dell’acqua nonché la cottura di individui già soppressi.

Il rilascio degli esemplari sequestrati rientra in una più ampia collaborazione che vede da anni la Capitaneria di Porto e l’Acquario di Genova fianco a fianco per il soccorso di animali spiaggiati o in difficoltà e di liberazione di esemplari sequestrati, laddove previsto e consentito dalla legge. Una collaborazione di cui il pubblico viene informato anche attraverso una postazione video installata presso la Sala della Aree Marine Protette dell’Acquario di Genova.