Sanità, riconosciuti i centri salute: l'esperienza savonese fa scuola, presto anche a Genova - Genova 24

Sanità, riconosciuti i centri salute: l’esperienza savonese fa scuola, presto anche a Genova

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Regione. Il riconoscimento istituzionale è arrivato: i centri salute diventano centri di responsabilità aziendale, a partire dalla delibera della giunta regionale odierna. Si concretizza così, come anticipato da Genova24.it, il riconoscimento delle associazioni di medici di base che forniscono cure assistenziali di continuità.

I sette centri salute collocati a Alassio, Albenga, Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Savona e Cairo Montenotte diventano centri di riferimento del sistema sanitario aziendale e garantiscono un orario di 12 ore al giorno su sette giorni.

Lo stesso governatore Burlando, insieme all’assessore alla salute Montaldo, ha ribadito il ruolo chiave dei centri saluti e la necessità della loro diffusione ligure, soprattutto nel contesto più generale delle politiche sanitarie. Una soluzione in grado di intecettare, fra l’altro, il paziente da codice bianco che normalmente intasa il pronto soccorso.

Quella dei centri di cure primarie è una realtà che ormai da quasi otto anni caratterizza il Savonese, dalla nascita di Alassiosalute nel 2004, sono diventati sette i centri di medicina geneale convenzionati con l’Asl, con un bacino d’utenza pari a 80 mila persone e oltre 60 professionisti operativi. Su Genova si registra già la disponibilità di realizzare poli consociati di medicina di base. La volontà di ottenere il primo centro nel capoluogo ligure “è forte – ha sottolineato il direttore generale della Asl3, Corrado Bedogno – pur considerando le dovute differenze territoriali parliamo di un’esperienza già esistente e ben carburata, potrà funzionare bene anche in una metropoli come Genova”.

L’idea è di promuovere il modello anche nell’Imperiese e nello Spezzino.

“La sperimentazione è partita già da qualche anno nella Asl 2 savonese – ha detto l’assessore Montaldo – dando buoni risultati e oggi viene integrata, promuovendola a livello di servizio della Asl. E’ il primo esempio di trasferimento di funzioni dall’ospedale al territorio attraverso l’applicazione di percorsi diagnostici terapeutici condivisi e una presa in carico concreta del paziente, affetto dalle patologie croniche più rilevanti. A questo punto ci auguriamo che anche le altre ASL seguano l’esempio ampliando su tutto il territorio ambulatori di continuità assistenziale e dando vita a nuovi modelli di gestione”.

L’azione proposta oggi avrà una durata di cinque anni. Durante il primo anno almeno due centri salute si faranno garanti dell’addestramento del personale delle altre strutture e la Asl 2 Savonese si occuperà di monitorare mensilmente la loro attività.