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Economia

Sanità ligure, in un documento unitario le proposte di Cgil, Cisl e Uil per ridurre i costi e migliorare i servizi

Genova. Un documento unitario sulla riorganizzazione della sanità in Liguria firmato dai tre sindacati confederali liguri. Una novità che potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo modo di lavorare insieme e sottoporre unitariamente alle istituzioni locali problemi e proposte: “La strategia è complessiva – spiega il segretario generale della Cisl Sergio Migliorini – perché riguarda il bilancio della Regione; partiamo dalla Sanità perché rappresenta l’80% del bilancio, ma vogliamo affrontare unitariamente anche altri temi a cominciare dal trasporto pubblico”.

“Obiettivo del documento – dice il segretario Cisl – è fare delle proposte alla Regione per migliorare il servizio, ridurre i costi e consentire ai liguri di non trovarsi di fronte a un incremento delle tasse”.

“La sanità ha un problema di fondi ma manche di organizzazione” aggiunge Cristina Balsano, della segreteria confederale Cisl. “Noi pensiamo che la sanità in Liguria continua ad essere concentrata troppo sugli ospedali e poco sul territorio”
Per Lella Trotta, segretaria confederale Uil Liguria, un punto forte del documento è certamente il fatto che sia unitario: “E’ un atteggiamento che lavoratori e cittadini avrebbero vuluto da tempo e finalmente ci siamo arrivati”.

Il secondo punto secondo Trotta è il coinvolgimento dei medici di base: “E’ fondamentale per il nostro progetto rimodulare il rapporto con loro”. “Altri due punti chiave riguardano l’appropriatezza delle prestazioni,e i percorsi diagnostici, perché in Liguria ci sono molti malati cronici che hanno bisogno di controlli e di un percorso di cura. Dovrebbe essere il pubblico a chiamare il cittadino e seguirlo in questo percorso”.

“Il punto di forza di questo documento – aggiunge Giulia Stella delle segreteria Cgil Liguria – è l’integrazione delle risorse sociali e sanitarie in modo da dare risposte anche a persone che non devono stare per forza in ospedale. abbiamo bisogno di risposte alle urgenze lievi e medie che sia sul territorio e aperto ventiquattrore su ventiquattro ad opera di medici di base o guardia medica”.