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Sanità, Commissione nazionale: “Per la Liguria buona razionalizzazione delle risorse, ma restano 2 criticità”

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Liguria. Si è tenuta ieri in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, l’audizione dell’assessore alla sanità della Regione Liguria Claudio Montaldo. Scopo dell’approfondimento istruttorio, un aggiornamento dei dati al momento acquisiti dalla Commissione di inchiesta, nell’ambito del filone d’indagine relativo allo stato di attuazione del piano di rientro e della rimodulazione della rete ospedaliera ligure.

“La Commissione ha apprezzato lo spirito costruttivo e collaborativo che ha caratterizzato l’audizione odierna nonché la puntualità e l’esaustività della documentazione fornita, che sarà oggetto di ulteriore approfondimento ai fini della predisposizione della relazione al Parlamento”, ha commentato l’onorevole Giovanni Burtone, che ha presieduto l’audizione in sostituzione del Presidente Leoluca Orlando.

Nell’illustrazione del sistema sanitario ligure, l’assessore Montaldo ha suddiviso gli ultimi otto/dieci anni in tre periodi. Il primo, dal 2004 al 2006, caratterizzato dall’accumulo di importanti disavanzi, che sono arrivati a toccare la soglia del 10% del fondo a causa del permanere di una eccessiva frammentazione della rete ospedaliera, nell’eccessiva moltiplicazione delle strutture e delle relative discipline. Il superamento del 7% del disavanzo nel 2005 ha determinato l’entrata nel regime di accompagnamento e il varo del piano di rientro 2007-2009, concordato col Governo.

Il secondo, dal 2007 al 2009, ha visto la Regione impegnata nel piano triennale di rientro, che ha riportato il sistema sotto controllo, facendo uscire la Liguria dall’accompagnamento, unica tra le sei regioni entrate tre anni prima. Fra le azioni intraprese per coprire il disavanzo 2004-2006, pari a 852 milioni, va ricordata l’applicazione di imposizioni fiscali, ma decisiva è stata anche la contrazione di sovrastrutture amministrative, attraverso l’accorpamento di due aziende ospedaliere alle relative ASL, passate così da 12 a 9.

L’ultimo biennio, del 2010-2012 è stato definito del “sottofinanziamento” a causa della decisione del Ministero dell’Economia di modificare i criteri di calcolo del Fondo Nazionale, riducendo la pesatura della popolazione over 65 (che in Liguria rappresenta il 27% della popolazione). Per la prima volta, nel 2010, una regione ha ricevuto in assoluto meno risorse dell’anno precedente e, solo grazie alla solidarietà espressa in Conferenza delle Regioni, la riduzione si è attestata a 20 milioni. Lo stesso meccanismo si è riprodotto nel 2011 (-18 mln).
Nel 2010, pertanto, il primo obiettivo è stato evitare lo sforamento del tetto del 5% e poi reperire risorse per ripianare i disavanzi, di 95.4 milioni di euro, che sono stati coperti con entrate derivanti dalla fiscalità regionale e altri fondi regionali. Il disavanzo 2011, pari a 144 milioni di euro, è stato coperto, invece, per circa 80 milioni, dai proventi derivanti dall’alienazione di beni immobili. E’, infine, di 170 milioni di euro la manovra correttiva che dovrebbe riportare il sistema in equilibrio nel 2012.

“La Liguria si è distinta por aver condotto una razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse disponibili, riducendo, negli ultimi anni, da 12 a 9 delle Aziende Sanitarie  presenti sul territorio. Restano due criticità, tempi di attesa per specialistica e mobilità passiva, soprattutto in favore della Toscana e soprattutto in favore di La Spezia, che si attesta intorno ai 50 milioni di euro annui ed è costituita per il 30% da prestazioni di ortopedia. In merito a quest’ultimo punto, la Commissione ha disposto un supplemento istruttorio”, ha concluso Burtone.