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Sampdoria sotto con il Cittadella: palla bassa, gioco largo e il sospirato rigore

Bogliasco. Sono passati già 3 giorni ma lo 0-0 maturato sabato scorso tra Sampdoria e Ascoli ha lasciato l’amaro in bocca a Pozzi e compagni. In classifica dopo il sorpasso della Reggina che ora precede gli Iachini boys di una lunghezza, da registrare quello del Brescia capace di portare a casa un punto contro il Pescara di Zeman.

Contro i bianconeri il Doria ha sfiorato più volte il vantaggio ma certo il cinismo è tutta un’altra cosa. Il 6° posto è ancora a portata di mano; il Varese, che attualmente occupa l’ultimo piazzamento play-off disponibile, resta distante 4 punti.

Adesso bisogna eliminare le tossine e puntare decisi alla trasferta di Cittadella. Mister Iachini ha concesso una domenica di riposo ai suoi, a Bogliasco gli allenamenti sono ripresi solamente ieri pomeriggio.

Occhi puntati su Obiang che ieri è tornato ad allenarsi col gruppo. È un’intera stagione che si sente parlare di rosa abbondante ma è chiaro che ci sono prime scelte e comprimari. Con lo spagnolo in mezzo al campo la manovra blucerchiata assume contorni più precisi: grinta e intuizioni il suo marchio di fabbrica. Bisogna dirlo, Krsticic ha fatto la sua parte ma è giovane e come i suoi coetanei pecca di costanza.

È giovane anche Obiang ma ha le spalle larghe e sembra sentirsi a proprio agio nei panni del leader della mediana. Sabato è rimasto in tribuna causa infortunio e il centrocampo doriano ha fatto fatica; scavalcato in più occasioni, i difensori (a loro volta orfani dello squalificato Gastaldello) hanno preferito affidarsi al lancio lungo.

Scelta poco azzeccata. La Samp ha bisogno di costruire gioco per andare a bersaglio. I blucerchiati segnano con il contagocce e bisogna articolare bene la manovra per riuscire nell’impresa di buttarla dentro. I numeri parlano chiaro. Nelle 16 partite della gestione Iachini, Pozzi e soci hanno fatto solo 12 gol (con Atzori 23 in 15 gare). Contro l’Ascoli, nella partita dei lanci lunghi per eccellenza, zero reti all’attivo: una strada che è meglio abbandonare in fretta. Dovrebbe essere più facile farlo potendo contare sul fosforo di Obiang in regia.

Poi c’è anche la questione esterni, da cui ci si aspetta più trazione anteriore. Già da Padova potrebbe esserci l’avvicendamento Costa-Laczko come laterale basso.

Tanti discorsi e mille analisi ma a ben vedere, con un paio di rigori in più a favore, staremmo a commentare tutta un’altra situazione. Senza andare troppo indietro nel tempo, ecco le clamorose sviste arbitrali che hanno danneggiato Pellè prima (a Sassuolo) ed Eder poi (sabato contro l’Ascoli): parliamo di due rigori solari non concessi alla Samp. Ipotizzando una rete per match, i blucerchiati conterebbero in classifica 4 punti in più e adesso occuperebbe di diritto le zone nobili della classifica (il 6° posto in coabitazione con il Varese), quelle che a fine stagione permetteranno di sognare (e poi se meritevoli raggiungere) la Serie A. La società di Corte Lambruschini alzerà la voce nelle sedi opportune, inammissibili ulteriori penalizzazioni della classe arbitrale.

Per un Obiang che ha ripreso a lavorare con i compagni, restano a parte Berardi, Castellini e Padalino. Anticipata a giovedì pomeriggio la partenza per il Veneto, una sorta di mini ritiro.