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Sampdoria, Iachini allena le teste: imparare a vivere 90 minuti a settimana

Genova. Diciamolo subito, la vittoria di lunedì sera del Padova a Vicenza è un campanello d’allarme che è suonato chiaro a tutte le avversarie, partendo dal Varese arrivando alla Sampdoria: la squadra veneta non molla.

A osservare non tanto e non solo i risultati, quanto il rendimento delle squadre, ci si accorge come quelle in lotta per i play off (Varese, Brescia, Reggina, Padova e appunto la Sampdoria) siano più continue delle squadre di vertice, si pensi alla crisi del Sassuolo e alle cadute di Pescara e Torino.

In uno scenario simile, con una squadra che appare sempre più affidabile, che è stata capace di fare a meno a rotazione di giocatori importanti, che mostra di non aver cali di concentrazione, che sta bene fisicamente, l’obiettivo per mister Beppe Iachini è quello di mantenere l’ambiente sereno.

Sereno e lontano da condizionamenti esterni e interni, dalle valutazioni su un futuro che necessariamente cambierebbe per tutti (nel bene e nel male) in caso di promozione.

La spia che ha confermato l’importanza di “allenare” le teste, è segnata da quel presunto calcione rifilato da Costa a partita conclusa contro il Cittadella: tre punti in saccoccia, partita giocata bene, risultato acquisito, perché mai commettere un gesto simile? Il giudice sportivo gli ha comminato tre giornate (come noto, poi, sono stati squalificati per una giornata anche Berardi e Bertani).

Non è un caso, dunque, che ieri Iachini abbia annullato la seduta pomeridiana dopo aver caricato la squadra la mattina. Il pieno di benzina nelle gambe c’è, l’assetto e il modo di giocare ormai lo hanno mandato giù tutti a memoria: pressing alto, provare alternative larghe con la manovra e centrali con il dribbling. La concentrazione sull’obiettivo c’è tutta. Ora bisogna cercare di non sprecare energie nervose, stare sereni e per dirla con le parole di Javier Zanetti: “Vivere 90 minuti a settimana”.

C’è un bel documentario che circola in alcune sale cinematografiche, su due thai boxer salentini, ragazzi che si allenano come matti e che salgono con una cattiveria agonistica incredibile sul ring, per poi scendere e vivere con la massima serenità possibile. Il titolo del documentario è “La grazia e il furore”, quello che dovrebbe fare la Samp, serenità e concentrazione, grazia e furore in campo.

Solo con questi ingredienti, quello che già è divenuto per molti commentatori un “allarme difesa” – considerate le assenza di Costa e Berardi – sarà poco più che un ostacolo da risolvere con Laczko (talvolta rimpianto come laterale basso, si veda il pareggio casalingo contro l’Ascoli, proprio per il dinamismo che riesce a garantire) e Rispoli.