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Rugby, serie A: la Pro Recco torna in campo, a Verona. Alla vigilia, parla coach Ceppolino

Recco. Dopo l’ultima pausa imposta dal 6 Nazioni, durata altre tre settimane, il campionato riprende domenica a pieno regime e gli Squali della Pro Recco Rugby saranno in campo a Verona per affrontare il Cus, una squadra che sta facendo un campionato al di sotto delle aspettative ma che in casa è sempre molto pericolosa.

Coach Claudio Ceppolino ci parla del lavoro fatto in queste settimane e della partita che aspetta i suoi ragazzi.
Claudio, come sono andate queste tre settimane di lavoro senza partite di campionato?
La partita contro i Lyons ci aveva lasciato “in dono” qualche infortunio, sia per l’intensità dell’incontro stesso che perchè una partita tanto dura era venuta dopo più di un mese di pausa. Parte degli allenamenti di queste settimane non sono quindi stati svolti a ranghi del tutto completi, ma abbiamo comunque lavorato molto. Quello di positivo che invece ci è rimasto dopo la vittoria contro Piacenza è stata senz’altro una maggiore tranquillità nell’impostare il lavoro da fare per preparare l’ultima parte della stagione.

Domenica si gioca a Verona: cosa ci puoi dire in vista di questa partita?
Nella partita di andata abbiamo vinto molto nettamente, imponendo il nostro gioco e portando a casa il risultato senza che fosse mai messo in discussione. Fuori casa però cambia tutto: quello veronese è sempre un campo ostico e loro, seppur in difficoltà in questa stagione, non sono certo una squadra arrendevole. Per noi la chiave per affrontare la partita nel migliore dei modi e cercare di vincerla sarà scendere in campo con la giusta concentrazione e tutta la determinazione necessaria a fare il nostro gioco, mettendoci il massimo dell’impegno, tutti insieme.

“Impegno” è sempre la parola fondamentale, la cosa che chiedi ai tuoi ragazzi.
Certo, perchè è la cosa più importante. Io sono fermanente convinto che questo gruppo abbia ancora ampi margini di miglioramento e ci stiamo lavorando davvero tanto. Chi scende in campo con addosso la maglia biancoceleste è perchè lo merita ma nessuno può mai permettersi di smettere di dimostrarlo, partita dopo partita e allenamento dopo allenamento, per rispetto a tutto il gruppo e soprattutto a chi, per motivi numerici, deve restare fuori dalle convocazioni.