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Ronco Scrivia, produzione in proprio di “maria” e festini: ecco chi sono gli arrestati

Ronco Scrivia. Di giorno dei ragazzi normali, di buona famiglia e con un lavoro regolare, di notte degli agricoltori provetti e iper tecnologici come nemmeno nella produzione del rinomato Basilico Dop si vede.

Stefano Pozzi, da poco 29enne, Francesco Bono, 28 enne, assieme al proprietario di casa il 26enne, Alessio Rapetti, avevano allestito una vera e propria attività di coltivazione intensiva di marijuana.

Tutto era curato nei minimi particolari, nulla era lasciato al caso, giorno dopo giorno, raccolto dopo raccolto il trio affinava la coltivazione per ottenere ogni volta un prodotto il più buono possibile. I militari di Ronco Scrivia assieme al nucleo operativo della compagnia di San Martino hanno ricostruito, con dovizia di particolari, tutta l’attività e sequestrato una notevole quantità di attrezzatura.

La tecnica coltivazione intensiva era utilizzata sia per poter effettuare 6 “raccolti” all’anno sia per non consentire alla pianta di sviluppare gli agenti patogeni che avrebbero danneggiato il prodotto finale. Tutto dalla luce, fornita da lampade differenti per simulare le diverse stagioni, alla circolazione forzata dell’aria era stato messo a punto ed annotato sul diario sequestrato dai carabinieri.

Il piccolo rustico in località Malvasi era isolato ma il via vai di auto non é passato inosservato agli abitanti di Ronco Scrivia che hanno fatto scattare le indagini dei militari.

Non é escluso che a tradire i provetti agricoltori sia stata proprio la seconda attività alla quale era dedicato la piccola abitazione:i festini.

Secondo i Carabineiri, infatti, nelle stanze attigue a quelle delle due serre si svolgevano regolarmente dei festini a base di alcol e droga i cui resti sono stati scoperti dagli agenti che hanno tenuto sotto osservazione per alcune settimane il rustico prima di far scattare il blitz. E proprio mentre i militari facevano irruzione nel caseggiato uno degli arrestati è stato sorpreso al telefono dire al suo interlocutore: “meglio che non vieni, sono appena arrivati i carabinieri”.