Rivoluzione nella sanità ligure, la Regione riconosce i centri salute: presto l'apertura a Genova - Genova 24

Rivoluzione nella sanità ligure, la Regione riconosce i centri salute: presto l’apertura a Genova

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Regione. “Alassiosalute”, il primo centro salute ligure, aprì nel 2004 nella cittadina rivierasca, progetto pilota di successo, in attesa di riconoscimento legislativo e di una replica sul resto della regione, Genova compresa.

Dopo otto anni il tanto atteso passaggio “istituzionale” è finalmente arrivato. E’ questione di giorni e poi la giunta regionale ufficializzerà, riconescendo pubblicamente, il ruolo del centro salute, associazione di medici di base che forniscono cure assistenziali di continuità, anche in previsione di un futuro sbarco, ormai non troppo lontano, a Genova città.

“Approveremo rapidamente il riconoscimento dei centri in provincia di Savona – ha confermato oggi Claudio Montaldo, a margine della riunione aperta di maggioranza – mi auguro che diventi un modello per il resto della Liguria”. La delibera potrebbe dunque arrivare in giunta “venerdì o al massimo la prossima settimana”, ha aggiunto l’assessore.

Il pressing della Regione, su volere in prima persona del Governatore Burlando e dell’assessore Montaldo, facilita la strada dell’apertura nel capoluogo ligure, dove l’ipotesi centro salute ha incontrato in passato qualche resistenza nell’ambiente sindacale e tra alcuni medici di base.

Il direttore generale dell’Asl3, Corrado Bedogni, conferma gli incontri interlocutori degli ultimi giorni, per sondare il terreno e analizzare le documentazioni provenienti dal savonese, ma non si sbilancia sulla tempistica. “Il prima possibile”, afferma. L’obiettivo è drenare l’emergenza pronto soccorso, piaga della sanità genovese, soprattutto durante i picchi invernali dell’influenza, ma non solo.

“Dobbiamo sondare tutte le strade possibili – spiega Bedogni – e muoversi su più fronti”. In questo senso i centri salute o “gruppi di cure primarie”, sul solco dell’esperienza cuneese da cui Bedogni arriva, possono rappresentare una soluzione per intercettare “il paziente da codice bianco” che intasa il pronto soccorso, soprattutto nei week end, quando i medici di base sono introvabili.

La volontà di avere il primo centro a Genova “è forte, pur considerando le dovute differenze territoriali – sottolinea Bedogni – parliamo di un’esperienza già esistente e ben carburata, potrà funzionare bene anche in una metropoli come Genova”. I luoghi a cui in prospettiva sta guardando la asl genovese sono quelli in cui è più necessario prevenire e intaccare l’accesso al pronto soccorso che rischia di mandare al collasso i grandi ospedali: Sestri Ponente, Sampierdarena, per citarne alcuni.