Regione, Maruska Piredda presenta interrogazione sui precari storici del Comune di Genova - Genova 24
Cronaca

Regione, Maruska Piredda presenta interrogazione sui precari storici del Comune di Genova

maruska piredda idv

Regione. Maruska Piredda, consigliere regionale e responsabile Lavoro-Welfare Idv Liguria, ha presentato questa mattina un’interrogazione in consiglio regionale sulla situazione contrattuale dei precari “storici” del Comune di Genova, chiedendo alla giunta se la Regione sia “a conoscenza dell’eventuale impiego da parte del Comune di Genova di personale mediante contratti di lavoro atipico, in particolare nella gestione di pratiche e progetti di interesse Regionale”.

“Negli ultimi mesi – spiega Maruska Piredda – ho raccolto le testimonianze di una rappresentanza di ‘precari storici’, che lavorano, da oltre dieci anni, nella macchina comunale genovese. È difficile stabilirne il numero preciso perché in molti di loro hanno difficoltà nell´uscire allo scoperto per timore di perdere quel poco di certezza sul futuro conquistata in questi anni”.

“I precari storici del Comune di Genova – dice Piredda – ricoprono posizioni di responsabilità e di rilievo in progetti strategici per l´amministrazione nel campo della pianificazione urbanistica (progettazione urbanistica del nuovo Puc), della mobilità e della sicurezza stradale (sistemi di controllo e gestione del traffico), della riqualificazione urbana di interi quartieri (Urban e i Por), della progettazione per la disabilità, della gestione delle banche dati geografiche (analisi Gis).

Malgrado la loro posizione sia stata più volte mantenuta attraverso ripetuti rinnovi contrattuali, i precari storici vedono continuamente messo a rischio il loro posto di lavoro: “Il Comune – spiega la consigliera Idv – volendo interpretare sempre più restrittivamente le norme nazionali, sta invitando i “precari storici” a diventare “liberi professionisti”, ingrossando le fila del popolo delle “finte partita Iva”, ovvero dei consulenti per lo più con un unico committente, che, spendendo più di quel che guadagnano (il compenso netto a volte non raggiunge i mille euro), vedono peggiorare drammaticamente la propria posizione economica”.