Nuove energie, nel 2030 meno nucleare e più gas, Casale: "Più ricerca per le rinnovabili" - Genova 24

Nuove energie, nel 2030 meno nucleare e più gas, Casale: “Più ricerca per le rinnovabili”

Genova. I centri di ricerca concordano: in campo energico nel giro di un paio di decenni l’Europa assisterà a un calo del nucleare, contrapposto da un leggero aumento delle rinnovabili in termini percentuali, e a uno slittamento della produzione di idrocarburi, olio e carbone, verso il gas.

“Dovremmo però ridurre le emissioni Co2 e gli idrocarburi – spiega Riccardo Casale presidente Amiu, oggi al convegno “Vedrò, nuove energie” – in particolare per la produzione elettrica e per la mobilità, cercando di incentivare ad esempio i veicoli elettrici”.

Nel 2030/2040 le politiche energetiche si integreranno sempre più in un orizzonte europeo, anche se i singoli paesi dovranno attuare strumenti per dare concretezza.

“Le rinnovabili costano molto – sottolinea Casale – ma dobbiamo sostenere questo costo per rendere le tecnologie più frubili in futuro”. Oggi ad esempio, l’Italia “utilizza troppo gas, quando invece sarebbe necessario diminuire la nostra dipendenza”. Quanto al nucleare “dopo l’esito del referendum di giugno e l’incidente di Fukushima, ne parliamo ormai poco, in Europa la tendenza è al ribasso, ma in altre aree del mondo la produzione e il mercato stanno riprendendo”.

Da qui la necessità di ridisegnare le esigenze di una società tecnologicamente avanzata nell’arco di due decenni “non per un’elaborazione intellettuale, ma perché i tempi delle tecnologie energetiche sono pluridecennali”. Oggi, cioè, “dobbiamo preoccuparci di impostare le fonti energetiche che utilizzeranno i nostri figli, per renderle, per loro, più ambientalmente ed economicamente sostenibili, ma anche più sicure, in modo da non dipendere più da un tubo di paesi magari politicamente instabili”.

Secondo le stime in Italia paghiamo 10 miliardi di euro di contributi per le rinnovabili, ma “bisognerebe investire almeno una parte di questi in ricerca e sviluppo – conclude Casali – per rendere le fonti rinnovabili più competitive, perché ad oggi, senza incentivi, non lo sono”.