Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Mareggiata Lavagna, Vaccarezza: “La Regione ci aiuti a terminare il piano di difesa della costa”

Lavagna. Due stabilimenti balneari interamente distrutti, danni ingenti alla passeggiata a mare, arenile distrutto, per un costo totale di almeno due milioni e mezzo di euro, tra privato e pubblico. Così si presenteva la costa di Lavagna a ridosso del 6 novembre 2011, quando una violenta mareggiata, con onde alte oltre sei metri, aveva colpito la cittadina rivierasca del levante genovese.

Immediato l’appello del sindaco Giuliano Vaccarezza per rientrare nel decreto emergenza a seguito delle alluvioni dello spezzino e di Genova. Passati quasi cinque mesi, alcuni danni sono stati riparati, altri no, in attesa di risorse che il Comune non riesce a reperire. L’amministrazione, tramite un intervento congiunto con le Ferrovie (contributo di circa 60 mila su 160 mila euro), ha riparato il pezzo della passeggiata a mare che insisteva sulla ferrovia con una struttura di palancole a sei metri di profondità, mentre le fessurazioni sono state messe a posto.

La spesa totale già sostenuta si assesta sui 170 mila euro. Inoltre “Dal porto di Lavagna sono arrivati i 40 mila mq di materiale che ci spettavano per il ripascimento, ma ne mancano almeno altri 40 mila – spiega Vaccarezza – il Comune però non può più fare mutui, serve l’aiuto della Regione”. Domani pomeriggio, non a caso, è prevista la visita del presidente Claudio Burlando.

“Dove il piano di difesa della costa è stato attuato non abbiamo subito danni – sottolinea il sindaco – dove non è stato ultimato, sì. Con il costo di una mareggiata avremmo potuto pagarlo”. Il piano, parte di un progetto pilota, venne finanziato nel 2002 dall’ente di Piazza De Ferrari con circa 3 milioni di euro, poi nel 2007 il Comune aggiunse 700 mila euro tramite l’accensione di alcuni mutui. “L’80% circa è già fatto, basterebbe finire quel 20%. Chiaro – aggiunge Vaccarezza – di fronte al dramma di Vernazza non possiamo dire niente, ma sarebbe triste – conclude – partire con un buon progetto e non finire”.