Marassi non è più un tabù: la Sampdoria regola anche l'Empoli, 1 a 0 il finale - Genova 24

Marassi non è più un tabù: la Sampdoria regola anche l’Empoli, 1 a 0 il finale

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Genova. Sampdoria-Empoli, recupero della quarta giornata di ritorno, partita sospesa per le forti nevicate che colpirono anche Genova. Beppe Iachini presenta la formazione annunciata solo per nove/undicesimi: Romero tra i pali, Berardi a destra, Gastaldello e Rossini centrali, Laczko sulla fascia sinistra (ed è questa la sorpresa, con il bravo Costa visto contro il Verona in panchina), Munari, Obiang e Soriano (che gioca per il forfait di Krsticic, il solito Juan Antonio dietro le due punte Pozzi e Eder.

La Sampdoria comincia con piglio, lo stesso con cui aveva finito contro il Verona. Il primo intervento di Dossena, portiere toscano, è già al 2’ su Munari. Al 5’ è Soriano a sprecare un’occasione che poteva subito aprire la partita. È sempre Soriano a essere innescato cinque minuti dopo da Pozzi. I blucerchiati premono ma non trovano spazi e con il passare dei minuti perdono smalto.

L’Empoli prova a tenere palla e ad abbassare i ritmi della partita, Al 27’ la Samp è costretta alla sostituzione di Berardi che esce dolorante, entra Rispoli. Alla mezzora la Samp ritrova la via della porta con il solito Eder su punizione, ma Dossena para agevolmente. Al 39’ la chiave per capire il leit motiv del primo tempo: l’estremo difensore toscano, Dossena, è ammonito per perdita di tempo.

Dal 40’ al 42’ la Sampdoria crea tre occasioni, nulla di trascendentale ma abbastanza per mettere in apprensione la difesa toscana. Prima Laczko tira in profondità, Eder scarica per Juan Antonio che ci prova Juan Antonio da fuori, poi è Gastaldello ad aver sulla testa un occasione non comoda da indirizzare a rete, infine è sul piedone ruvido di Rispoli che però sgancia una sventola non male. Finisce il primo tempo, non una brutta Sampdoria ma la sensazione è che serva più cattiveria.

Cattiveria che non sembra esserci nemmeno al pronti via del secondo tempo quando Soriano dentro l’area ha la palla per calciare in rete e invece prova l’assist per Pozzi perdendo palla. Al 51’ bel cross di Laczko che nessuno raccoglie. Un minuto dopo Juan Antonio conquista un calcio di punizione interessante sui 25 metri. Destro di Eder deviato che sibila sul palo alla destra del portiere. Dal calcio d’angolo successivo è Gastaldello a svettare, colpisce bene di testa ma debolmente.

Al 58’ la solita staffetta: fuori Juan Antonio, che pur si era comportato bene fino a quel momento, ed entra Foggia. Al 59’ Sampdoria in gol:giocata meravigliosa in aria di Eder, palla per Munari che con un pallonetto delizioso mette in rete. Sulla traiettoria però Rossini in fuorigioco tocca la palla e vanifica la giocata di Munari.

La Sampdoria prova a stringere i tempi ed è attenta nei rari contropiedi toscani. Al 62’ botta debole dai venti metri di Foggia. Passano tre minuti ed Pozzi a tirare una sventola da fuori area, Dossena ripara in calcio d’angolo. Al 66’ Laczko allarga sulla sinistra per Soriano che confeziona un cross perfetto per la testa del capitano Daniele Gastaldello che questa volta trafigge Dossena: 1 a 0 meritatissimo.

L’Empoli prova a uscire dal guscio, ma la difesa blucerchiata regge bene l’urto. La Samp sembra però voler chiudere la partita e scongiurare le rimonte che spesso sono arrivate puntali a Marassi. Al 78’ diagonale insidioso di Berardi che però centra un difensore toscana. Qualche minuto e ci prova anche Eder, dall’altra parte: il pallone ha lo stesso destino. Questa sarà l’ultima sua giocata e lascia spazio a Pellè alla sua prima in blucerchiato.

L’unico pericolo l’Empoli lo crea nel recupero, ma la determinazione con cui la difesa blucerchiata si chiude davanti a Romero è la prova che qualcosa è davvero cambiato. Nove punti nelle ultime tre partita casalinghe. La Sampdoria fra l’altro offre a una diretta concorrente come il Varese una squadra come l’Empoli che adesso non può più fallire. E la Sampdoria invece si regala una partita da brividi a Modena contro il Sassuolo, stavolta con il vento in poppa.