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Luis Enrique sfida il Genoa forte della statistica: i rossoblù non espugnano l´Olimpico dal `90

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Genova. Quando Genoa e Roma si affrontano al Ferraris i tifosi rossoblù si fregano le mani. Basta pensare all´andamento degli ultimi due scontri su suolo genovese per intuirne il motivo: si passa dall´incredibile 4-3 della scorsa stagione (nessuno dimentica che a fine primo tempo i giallorossi conducevano per 3-0) al 2-1 griffato Kucka nei minuti finali del match del girone d’andata d´andata. Nel segno dei 3 punti anche le sfide precedenti. Insomma, contro la Roma dice bene. Ma solo all´ombra della Lanterna.

Quando il Grifone calpesta il verde dell´Olimpico giallorosso sono guai seri. Tanto per capirci, i rossoblù non vincono a Roma dal 1990 (0-1, Aguilera); l´ultima X in schedina risale a 18 anni fa, un 1 a 1 targato Skuhravy e Cappioli.

Da quando il Genoa è tornato in Serie A (2007) poi, nella capitale ha accumulato solo sconfitte. Cinque gare e altrettante battute d’arresto. L´anno scorso l´ultimo ko. Un 2 a 1 a favore dei giallorossi con le reti di Borriello e Brighi, di Rudolf la rete della bandiera.

Precedenti che non fanno dormire sonno sereni ai supporter genoani ma che fanno gongolare il tecnico della Roma Luis Enrique. Contro il Genoa, lo spagnolo pretende 3 punti: “Io sono convinto di poter vincere contro i rossoblù. Proporremo la solita idea, provare ad avere il pallone per 90 minuti e recuperarlo velocemente. È normale che dopo un po´ di tempo i giocatori lo facciano meglio. Mi aspetto una sfida difficile, bisognerà saper soffrire, è la normalità. Non giochiamo da soli, di fronte c´è sempre l´avversario. Il risultato è sempre quello che fa la differenza, lo so benissimo ma continuo a vedere dei grossi miglioramenti e di certo non cambio soluzioni tattiche perchè perdo una, due, tre o quattro partite di seguito”. Tra i giallorossi spicca l´assenza di capitan Totti: “Saremo 11 in campo e 18 per la partita. È così che si fa una squadra”.

Tanti, decisamente di più, i problemi per mister Marino. L´infermeria rossoblù è strapiena. Fuori causa Kucka, Constant (entrambi ai box per un mese), Granqvist, Antonelli e Bovo. Non recupera nemmeno Sculli. Sarà il caso di appellarsi per l’ennesima volta a “San Palacio”.