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Lotta alle mafie, Progetto San Francesco: “Il 35% dei capitali confiscati per gli ammortizzatori sociali”

Genova. “In questo momento di crisi, per recuperare soldi ed equità sociale, occorre rilanciare la lotta alle illegalità”. E’ la proposta di Salvatore Teresi, Segretario Generale della Filca Cisl degli edili e degli operai delle costruzioni in Liguria, in occasione del ciclo di appuntamenti con l’Università di Genova e con la Facoltà di Scienze della Formazione, ormai partner del Progetto San Francesco, il programma di partecipazione sociale contro le mafie voluto dai sindacati Filca Cisl, Fiba Cisl e Siulp.

“Legare il contrasto all’evasione fiscale alla lotta alle mafie significa provare ad intercettare i miliardi di euro l’anno sottratti dai criminali dalle nostre tasche – spiega Teresi – Proponiamo che il 35% dei capitali mafiosi confiscati vangano assegnati per il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, che il 21% della cifra recuperata dalla lotta all’evasione fiscale venga impiegata per nuovi ‘prestiti d’onore’ per giovani e donne in ingresso e che gli Enti Locali siano garanti bancari degli imprenditori perbene sotto minaccia usuraia da parte delle mafie”

L’urgenza ora è “per un protocollo territoriale di legalità, facendo aderire le imprese e le istituzioni coinvolte in opere di pubblico interesse, rafforzato anche dal Progetto Sciamano (sulla tracciabilità e trasparenza degli appalti). L’insieme delle due azioni diverrebbe premiale per le imprese e per le istituzioni, sostenendo così una nuova premialità di responsabilità sociale. Tutte le proposte sono utili, ma soprattutto serve la politica e una nuova visione di governo del territorio”.

“Serve ed è indispensabile la rete con le Istituzioni politiche e culturali del territorio e l’Università è un punto di riferimento strategico per il contrasto alla mafia e alla mafiosità, a quel consenso sociale a cui puntano i boss per gestire il mercato del lavoro e della politica, attraverso nuove forme di caporalato e con il voto di scambio”.

Così Alessandro de Lisi, Direttore del Centro studi sociali del Progetto San Francesco che sottolinea anche un altro aspetto di stretta attualità: “Oggi a Genova la ‘ndrangheta, come in altri territori italiani, gestisce interi pacchetti elettorali, mossa indispensabile per una strategia ampia di affermazione politica degli interessi delle cosche, oggi molto attente nella gestione del debito delle piccole aziende, delle famiglie sovra indebitate e del mercato del lavoro. Per questo serve come una barriera intelligente anche un codice etico per lo sviluppo, una Carta di Genova scritta a più mani dai giovani e dalle imprese, e indirizzata dalla grande esperienza del Prefetto Musolino”.