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Liberalizzazioni orari commerciali, Uiltucs: “Pesanti ricadute sui lavoratori del territorio”

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Genova. Si è svolto nella giornata di ieri il direttivo della Uiltucs di Genova e della Liguria, che ha licenziato all’unanimità un documento sulle liberalizzazioni degli orari commerciali. La Uil sostiene: “Si avrà una pesante ricaduta sulle lavoratrici e i lavoratori del comparto del commercio anche sul nostro territorio”.

Sempre la Uiltucs, fa sapere in una nota: “La costante contrazione dei consumi, la preoccupazione per il futuro delle famiglie italiane, ed una avviata nuova fase recessiva, pesano negativamente sugli effetti della liberalizzazione del commercio. Dato l’attuale contesto la Uiltucs di Genova e della Liguria considera il provvedimento di liberalizzazione totale degli orari commerciali incapace di determinare nuovi positivi effetti occupazionali”.

“L’argomentazione utilizzata a sostegno della liberalizzazione che potrebbero aumentare i livelli di servizio e calare i prezzi al consumo è altresì opinabile – continua Uil – I margini di guadagno della generalità delle imprese commerciali, con particolare riferimento al settore alimentare sono nei fatti ormai inesistenti, anche in ragione degli alti livelli di concorrenza e delle ripetute campagne promozionali atte a fidelizzare consumatori con un potere d’acquisto sempre più debole”.

Uil aggiunge: “La competizione destinata ad aumentare tra grande distribuzione commerciale, piccolo commercio al dettaglio ed attività di vendita al limite del lecito, determinerà il mero spostamento dei consumi senza il minimo aumento dei fatturati. I maggiori oneri derivanti dall’ampliamento dell’utilizzo delle strutture potrebbero così essere compensati con la diminuzione del costo del lavoro determinando il paradosso dell’ulteriore impoverimento delle retribuzioni dei lavoratori del settore e della contestuale accelerazione di processi di espulsione della manodopera attualmente in cassa integrazione”.

“Anche volendo differenziare il giudizio in ragione delle diverse località con specifico riferimento alle città d’arte a vocazione turistica annuale, la Uiltucs rileva che sono destinati ad aumentare i disagi delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Se alla tendenza di generalizzare aperture domenicali e festive si dovesse aggiungere anche l’ampliamento dell’orario di apertura giornaliero e settimanale, senza assicurare servizi essenziali quali asili nido, tempo pieno nelle scuole e trasporti urbani, l’occupazione del settore in prevalenza femminile sarebbe ulteriormente penalizzata” conclude Uil.

Tra le possibili soluzione, la nota evidenzia: “Nell’attuale contesto è opportuna una liberalizzazione che determini una concertata politica di “maggiore flessibilità intelligente degli orari”, partendo dagli accordi in essere sottoscritti tra le Parti Sociali in varie province della Regione Liguria”.