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Legge regionale Tpl entro due mesi, Amt: i candidati sindaco non rispondono alla chiamata dei sindacati

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Genova. Nel giorno dello sciopero regionale del trasporto pubblico locale, con adesione al 99% nel genovese, i sindacati hanno strappato un risultato positivo: la legge sul bacino unico, salvo imprevisti, sarà approvata nel giro di un paio di mesi, come da rassicurazioni fornite oggi da giunta e capigruppo regionali.

La nuova legge prevede che le attuali competenze in capo alle quattro province liguri e al Comune di Genova passino alla Regione. Sono circa 4.500 i dipendenti delle attuali cinque aziende di trasporto pubblico locale della Liguria, e di questi 2.450 sono in forza all’azienda di trasporti genovese. Ogni anno, Amt (Genova), Atp (Provincia Genova), Tpl (Provincia Savona), Riviera Trasporti (Provincia Imperia) e Atc (Provincia La Spezia) producono 65 milioni di chilometri.

Da via Fieschi hanno assicurato che la procedura andrà spedita, compresa la verifica con le organizzazioni sindacali su concessioni e subappalti, garanzie occupazionali e premi in termini di risorse per aziende che favoriscono processi di fusione.

Sono queste le maggiori criticità avanzate dai rappresentanti dei lavoratori, favorevoli all’unificazione del bacino, ma preoccupati per la salvaguardia occupazionale. Le subconcessioni al 30%, come da legge nazionale, spaventano: su 65 milioni di km, 18 esternalizzati significherebbero “far sparire l’equivalente di due aziende liguri, dipendenti compresi”. I sindacati faranno pressing durante l’iter dei lavori in commissione per evitare gli esuberi di personale con le esternalizzazioni.

Un altro punto “caldo” riguarda i finanziamenti: le spese di gestione delle aziende sono cresciute, i 123,8 milioni destinati al comparto andrebbero rivisitati in vista delle utenze maggiorate (gasolio, assicurazioni). Terzo: gli ammortizzatori sociali. Il bacino unico, con sovrapposizione delle linee e tagli, produrrà esuberi di personale che andranno gestiti (tra le ipotesi il riassorbimento nelle partecipate del Comune, come nell’accordo del 7 giugno per Amt, valido però solo per piccoli numeri) onde evitare “un serio problema occupazionale”.

Per portare avanti la riforma del Tpl, la giunta di via Fieschi si avvarrà di Filse, per la predisposizione dei servizi minimi ottimali, sulla base della domanda e dell’offerta, dei costi standard e delle criticità del sistema. Filse, ha specificato l’assessore Enrico Vesco, avrà un ruolo solo su fronte tecnico.

Il problema più grave al momento però è su Genova: nelle casse di Amt mancano i 18 milioni di euro del Comune. “Corriamo il rischio che la Regione faccia tutto il percorso e il Comune no – spiega Antonio Cannavacciuolo, Uiltrasporti – abbiamo chiesto un incontro ai candidati sindaci per capire idee e indirizzi sul trasporto pubblico, però nessuno ha risposto. Marta Vincenzi si era impegnata a usare l’Imu per il Tpl, dal momento che non sarà più lei a sedere a Tursi sarebbe opportuno capire come la pensano gli aspiranti sindaco”.

Amt sta cominciando a erodere il capitale sociale ma se in un paio di mesi non dovessero arrivare i 18 milioni comunali l’azienda di via Bobbio rischia grossi problemi di liquidità, stipendi dei lavoratori in primis.