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Lavoratori Istituto Brignole occupano l’Albergo dei Poveri: “A fare le spese della cattiva gestione sono 700 famiglie”

Genova. I lavoratori dell’Istituto Brignole questa mattina intorno alle 10 hanno occupato i locali dell’amministrazione all’interno dell’albergo dei poveri in segno di protesta contro le politiche della Regione Liguria in materia di assistenza sanitaria e socio-assistenziale, in particolare contro la decisione di non mantenere il contratto attualmente in essere per i lavoratori, e privatizzare, attraverso gara da realizzarsi entro l’estate, il 49% dell’azienda. Ad essere coinvolti nella pesante crisi finanziaria sono 400 anziani, 300 dipendenti, 700 famiglie.

“Per l’Azienda Brignole la Regione ha formulato in pochi anni ben 5 piani di risanamento: tutti miseramente falliti e tutti costati tanti, troppi soldi alla collettività – affermano i sindacati – Mai le istituzioni hanno chiesto ai costosi consulenti e alle dirigenze artefici di quei fallimenti almeno la restituzione dei loro cospicui onorari: ogni volta si obbliga il sindacato a discutere di fronte a un nuovo piano aziendale, con la formula del “prendere o lasciare “ e ogni volta si chiede di far pagare i costi solo all’utenza e ai lavoratori”.

Proseguono i sindacati “Oggi, visto l’atteggiamento della Regione, del Comune e dell’Asp. Brignole, siamo costretti a denunciare l’irresponsabilità e le incapacità di chi è chiamato a tutelare l’interesse dei molti e che invece declina i propri compiti svendendo pezzi di pubblico, facendo esclusivamente l’interesse di pochi. È successo con la Asl 3 genovese, che ha “regalato” l’Ospedale di Voltri all’Evangelico, è successo con la chiusura di molti poli radiologici e di prevenzione dello screening mammografico del centro città, è successo con la chiusura dei poli di ricerca dell’Ist e con l’esternalizzazione della psichiatria, dei centri disabilità e per anziani di Quarto. Ora si vuole decapitare l’unico polo pubblico di assistenza agli anziani rimasto, e come al solito sono poco chiari i benefici sia economici che di qualità”.

Palesando la difficile situazione in corso, i sindacati dichiarano: “Oggi le Istituzioni ripartono con il Brignole, e il loro comportamento arrogante dimostra ancora una volta una conduzione delle politiche sanitarie e socio-sanitarie scellerata, incurante della volontà e delle esigenze della collettività. La vicenda Brignole è l’ennesimo schiaffo dato a conferma di quanto distanti siano i bisogni, la dignità dei cittadini e dei lavoratori dalle logiche politiche. Quanto ci costerà questo nuovo piano? Tanto, soprattutto agli utenti e ai lavoratori, non certo ai consulenti, avvocati, dirigenti e amministrazioni, mentre le strutture costruite con soldi pubblici saranno “regalate” a soggetti privati. Rimangono però ancora tante domande scottanti che non hanno mai ricevuto risposte quali ad esempio: A quanto ammonta effettivamente in totale il deficit dell’azienda? Quanto ha pagato e/o quanto deve ancora l’Università al Brignole per l’uso della sede storica (l’Albergo dei Poveri)? E dove sono finiti quei milioni di euro che dovevano essere investiti in residenzialità?”.

Le OO.SS. concludono: “Prendiamo atto della sfrontatezza con cui si continua a far condurre un’azienda pubblica e la sua società satellite (EBS) da un unico soggetto (controllore di se stesso) che peraltro risulta rinviato a giudizio proprio per questioni legate ad appalti riguardanti Asp., lo stesso interlocutore gestirà la gara d’appalto che svenderà il 49% di un’azienda pubblica, assieme ai lavoratori e all’assistenza. Non permetteremo di diventare il capro espiatorio di responsabilità non nostre: non saremo l’ennesimo alibi che permetterà di farla franca all’inefficienza, al disimpegno e alla noncuranza delle Istituzioni di fronte a 400 anziani e 300 dipendenti e alle 700 famiglie coinvolte”.