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L’agenzia sanitaria nazionale boccia gli ospedali liguri, Della Bianca: “Fallimento della giunta”

Regione. “La situazione sanitaria della nostra regione è gravissima – accusa il consigliere Raffaella Della Bianca – Dalla classifica stilata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari arriva una bocciatura a tutto raggio. Su 1476 ospedali e cliniche private nessuna  si salva. Di fronte a certi dati davvero preoccupanti non si può rimanere indifferenti. Da tempo chiedo alla Giunta, tramite continue interrogazioni ed interpellanze, delle risposte che non ho mai ricevuto. Una fra tutte quella sui criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie”.

Risale al 7 aprile dello scorso anno l’interpellanza che il consigliere presentò alla Giunta per conoscere i criteri, i parametri e le relative pesature in base ai quali dovevano essere valutati i direttori generali delle asl/ao alla fine dei rispettivi mandati e gli idonei iscritti negli albi regionali.

“Alla fine siamo arrivati ad un punto di non ritorno – continua Della Bianca -, è chiaro che  non vengono seguite logiche di qualità di servizi erogati ma solo logiche di appartenenza politica e partitica. Questo ritengo sia una cosa gravissima e intollerabile dal momento che si tratta della salute dei cittadini. Ogni processo di valutazione, e tanto più  i processi di selezione dei manager che gestiscono complessivamente oltre tre miliardi di euro di risorse regionali, deve fondarsi su criteri oggettivi, predeterminati,  trasparenti,  noti agli interessati,  e su procedure di feed back lungo tutto l’incarico e non su  considerazioni estemporanee di fine mandato”.

Secondo la classifica dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari, la cardiochirurgia del San Martino è la peggiore di tutto il centro nord.

“E’ inutile – conclude Della Bianca – che ci si nasconda dietro ad un dito e si trovi una giustificazione a tutto questo dicendo, che siccome i dati sono relativi al 2010, in certi casi risultano vecchi. Basta con le scuse, basta con giustificazioni inutili, è l’ora che sulla sanità si inizi a lavorare con intelligenza, con fermezza, senza basarsi su logiche di appartenenza politica e partitica, perché non si può più giocare sulla pelle delle persone”.