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La Nuova Simar licenzia 30 dipendenti, blitz nel cantiere, Fiom: “Ecco cosa accadrà con la riforma del lavoro”

Lavagna. Continuano i problemi nelle aziende del Tigullio. Ultimo in ordine di tempo quello della Nuova Simar, azienda della nautica fino a poco tempo fa molto florida, ma che improvvisamente, secondo quanto spiega la Fiom, ha chiuso la sede principale di Carasco, decidendo di spostare 10 dipendenti nelle altre sedi regionali (Sestri Ponente e Varazze) e mandando 30 lettere di licenziamento alla restante parte. Dopo 10 giorni di trattative che non hanno portato a nulla, stamattina i dipendenti hanno organizzato un blitz nel cantiere di via Dei Devoto a Lavagna.

“Dopo 10 giorni di trattative, in cui l’azienda a parole si è dimostrata accondiscendente, ma nei fatti ci ha sbattuto la porta in faccia, abbiamo deciso di occupare simbolicamente il cantiere – spiega Sergio Ghio, responsabile Fiom Tigullio – Ciò che la Nuova Simar sta facendo è il classico esempio di cosa potrà avvenire con la riforma del mercato del lavoro, alla voce licenziamenti economici”.

Da 4 mesi i 40 lavoratori dell’azienda non percepiscono stipendio e ora, oltre il danno la beffa. “Hanno mandato queste lettere di licenziamento, al momento certamente non conformi alla legge, senza neppure prendere in considerazione la cassa integrazione straordinaria e la mobilità, cioè le misure previste attualmente dalla legge. Intanto è stata bloccata anche la cassa integrazione ordinaria, per presunte irregolarità dei versamenti, secondo quanto dichiarato dall’Inps – prosegue Ghio – l’azienda ha nominato un liquidatore, ma quando abbiamo chiesto di attivare gli strumenti previsti in questi casi, ci è stata sbattuta la porta in faccia”.

Per questi motivi i sindacati chiedono l’intervento delle istituzioni, affinché si possa trovare una soluzione e i lavoratori non rimangano per strada, senza neppure l’ausilio degli ammortizzatori sociali. “Oggi l’atteggiamento della Nuova Simar non è conforme alla legge, ma con l’eventuale entrata in vigore delle modifiche all’articolo 18 e agli ammortizzatori sociali, queste situazioni potranno essere all’ordine del giorno”, conclude Ghio.