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Infrastrutture, la Cgil risponde ai No Gronda, Miroglio: “Finito il tempo per discutere”

Genova. Dopo la lettera a firma Mauro Muscarà del Coordinamento Comitati No Gronda Genova pubblicata da Genova24.it il 12 marzo in cui Muscarà criticava la posizione della Cgil sulla Gronda di Ponente, Renzo Miroglio, segretario generale della Cgil Liguria, risponde ai movimenti No Gronda con una lettera inviata alla nostra redazione. (Leggi la lettera)

“Vorrei rassicurare il ‘compagno’ Muscarà circa – comincia così la risposta di Miroglio – la conoscenza dello Statuto della Cgil. Inoltre, lo informo che abito da 35 anni in Val Polcevera e che fino a quel momento ero nato e vissuto a Sampierdarena, che non era e non è propriamente ne’ Portofino ne’ Saint Moritz”.

“Penso davvero che per l’economia genovese e per le prospettive di lavoro siano importanti le dotazioni infrastrutturali e non mi rassegno a considerare incompatibili attività produttive o opere infrastrutturali e ambiente. Quella che ho espresso non è un’opinione personale tantomeno suggerita da ambienti politici esterni, vicini o lontani non importa. Per quel che vale è l’opinione della CGIL Ligure, per gli stessi motivi per cui la Cgil considera importante la TAV, come ribadito pubblicamente dalla Segretaria Generale Susanna Camusso” dice il segretario della Cgil Liguria.

“Siccome questa opinione è profondamente radicata, altrettanto quanto l’opinione opposta, considero improduttivo un eventuale confronto. Del resto – conclude Miroglio – il tempo di discutere c’è stato, in modo organizzato e ampio, per trovare le necessarie convergenze e mediazioni possibili. C’è un tempo per discutere e un tempo per decidere. Oggi chi amministra ha il dovere di decidere. Mi auguro lo faccia presto e bene”.