Indagine Libera, 48% studenti: "Mafia in Liguria fenomeno presente e preoccupante" - Genova 24
Cronaca

Indagine Libera, 48% studenti: “Mafia in Liguria fenomeno presente e preoccupante”

Don Ciotti a Orientamenti

Genova. Ormai è un fatto assodato e se ben il 48% degli studenti liguri ne è consapevole, il fenomeno non può più essere taciuto.

Il dato, allarmante ma che al tempo stesso fa ben sperare, testimonia che il 48% dei giovani che frequentano le aule scolastiche ritengono che “la mafia in Liguria è fenomeno presente e sempre piu’ preoccupante”.

Numeri che preoccupano, perchè quello della criminalità organizzata appare un fenomeno in decisa ascesa su tutto il territorio regionale ed anche a Genova, fino a poco tempo fa ritenuta un’isola felice. Confermano, però, che il livello di consapevolezza dei più giovani è decisamente alta.

Secondo gli studenti intervistati, tra le tre attività illegali caratteristiche del fenomeno mafioso più diffuse in Liguria, vi sono lo spaccio di droga, il lavoro nero e la prostituzione.

Solo il 16% di loro conosce la legge 109/96 sull’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata ed il 21% conosce il caso che ha coinvolto il Comune di Bordighera.

Il campione dell’indagine si basa su 579 studenti intervistati in tutte le province liguri, in licei, istituti tecnici e professionali. Per il 33% di essi “La mafia in Liguria è un fenomeno presente, controlla alcuni traffici illegali, ma non è pericolosa” mentre per il 13% “La mafia in Liguria è un fenomeno marginale”.

“La ricerca ci offre una fotografia sulla percezione del fenomeno mafioso tra i giovani – commenta Francesca Rispoli responsabile settore Formazione di Libera – che richiama le le istituzioni e la politica alle proprie responsabilità ed a un impegno maggiore nella lotta alla criminalità organizzata e contro la corruzione. E’ necessaria un’informazione seria, documentata e approfondita sulla evolversi della criminalità organizzata sul territorio ma soprattutto dare senso al valore della parola continuità. Non si può parlare di criminalità solo quando succedono le cose eclatanti”.