Inchiesta sul porto, Novi prescritto: "Non sono soddisfatto, ricorrerò in Cassazione" - Genova 24
Cronaca

Inchiesta sul porto, Novi prescritto: “Non sono soddisfatto, ricorrerò in Cassazione”

Genova. “La vicenda penale per me è finita, non c’è più niente”, ma “non sono soddisfatto, pensavamo che venisse cancellata anche la civile”. Così l’ex presidente dell’Autorità Portuale Giovanni Novi, appena letta la sentenza della corte d’Appello di Genova che ha confermato la sentenza dei giudici di primo grado per lui e per gli altri imputati del processo Multiporpose.

Novi era stato condannato nel settembre 2010 a due mesi per una turbativa d’asta e assolto da 12 dei 13 capi di imputazione. “Sono stato assolto di tutto – ha aggiunto Novi – dei sei anni chiesti dal Pm, di penale non c’è più niente”. La condanna dunque non c’è più “perché il reato è stato dichiarato estinto per intervenuta la prescrizione”, come dichiarato da Cesare Manzitti, il legale difensore di Novi, ma Novi è stato condannato al risarcimento danni a favore dell’Autorità Portuale di Genova.

“Non riesco a capire bene il contenuto della sentenza – ha commentato Manzitti – La condanna non c’è più ma ci sono disposizioni civilistiche in materia di danni che non riusciamo a capire. Forse capiremo quando leggeremo le motivazioni. Comunque faremo ricorso in Cassazione”.

La sentenza di oggi di fatto riconosce e conferma l’assoluzione, aggiunge la prescrizione ma, allo stesso tempo, prevede un risarcimento che potranno richiedere le parti offese. La corte si è riservata sei mesi di tempo per le motivazioni “un tempo enorme, rivela la complessità, valuteremo al meglio” ha sottolineato il difensore Cesare Corti Galeazzi.

Conferma della condanna anche per gli altri imputati, condannati a due mesi ciascuno, sempre per turbativa d’asta: l’ex segretario generale dell’Autorità portuale, Alessandro Carena, l’avvocato Sergio Maria Carbone, noto docente universitario ed ex consulente dell’Autorità Portuale, e l’armatore Aldo Grimaldi. Per tutti però vale l’applicazione della prescrizione. Sia Carena sia Carbone sono stati condannati al risarcimento dei danni in favore dell’Autorità Portuale e della società Messina, da liquidarsi in separato giudizio.

Per Messina è stata infatti “riformata la sentenza di primo grado – ha detto l’avvocato difensore del gruppo omonimo, Romano Raimondo – in relazione al capo 1 è stato riconosciuto il risarcimento dei danni a Messina e posto a carico degli imputati Novi, Carena, Carboni”.

La sentenza assolutoria di primo grado è stata ribadita anche in appello per l’avvocato generale dello Stato, Giuseppe Novaresi, l’ex dirigente dell’Autorità Portuale Filippo Schiaffino, e l’imprenditore della logistica Aldo Spinelli.

L’inchiesta sulla presunta suddivisione a tavolino del terminal Multipurpose fra una ristretta cerchia di potenti, era partita nel 2007. La sentenza di primo grado fu emessa il 17 settembre 2010 dopo un processo con rito abbreviato. L’appello era stato chiesto dai difensori delle persone condannate e, per quelle assolte, dalla procura e dalla procura generale. Solo per il vice console della Culmv, Valter Marchelli, assolto in primo grado, non è stato presentato appello. Era stata assolta anche la Compagnia Unica dall’illecito amministrativo contestato.