Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Il Genoa prova a non farsi abbagliare: per ora l’Inter di Stramaccioni è puro marketing

Genova. Colui che aveva sdoganato l’uso della parola salvezza senza neanche troppi infingimenti era stato Kaka Kaladze: “Dispiace, ma il nostro obiettivo ora è la salvezza”. Dopo il pareggio sofferto con la Fiorentina è stato Alberto Gilardino a fargli eco: “Chiudiamo i conti con la salvezza”, e ieri lo ha ribadito ancora Enrico Preziosi: “Pensiamo alla prossima stagione e pensiamo a salvarci”.

La prima partita sulla strada della salvezza si chiama Inter, la nobile (diciamo così) decadente che ha affidato a un giovane entusiasta, Andrea Stramaccioni, le sue sorti per questa fine di campionato. E così questa partita che da anni è sempre contraddistinta dallo scontro nostalgico contro il Principe Diego Milito all’improvviso diventa la curiosa sfida contro un illustre sconosciuto.

Per dire anche Emiliano Moretti presente alla Values Cup alla Fiera di Genova non ha potuto far altro che parlare di Ranieri (“Lo stimo molto, mi ha voluto a Valencia”) invece che del neo allenatore. In effetti su Stramaccioni non c’è troppo da dire, se non della sua vittoria alla Next Generation Series, conquistata domenica scorsa con la Primavera nerazzurra.

Fra l’altro, questo torneo non è affatto la “Champions League” dei giovani, come molti giornalisti si sono affrettati a definire (forse per camuffare i disastri della prima squadra), ma un torneo internazionale a inviti non affiliato alla Fifa (un Viareggio con meno tradizione e più denari). L’Inter sarebbe stata invitata per i risultati conseguiti, secondo gli organizzatori, negli ultimi anni. Buffo però notare che negli ultimi quattro anni, dopo l’Inter, il campionato italiano primavera è stato vinto nell’ordine da Sampdoria, Palermo, Genoa e l’anno scorso Roma (e fra l’altro nelle ultime 6 coppe Italia primavera assegnate l’Inter non compare neppure, mentre ci sono ancora Genoa e Sampdoria). L’Inter ha vinto però 2 degli ultimi Trofei di Viareggio (contro i 3 della Juventus).

Tutto questo non per una mera e strumentale polemica, ma solo per dire che nel tentativo di preparare il match contro l’Inter il Genoa deve sapere che affronta anche (o forse soprattutto) marketing: l’eventuale entusiasmo, la voglia di reazione, il coraggio che un cambiamento del genere può dare a una squadra dall’alto valore tecnico, ma in questo momento – come si dice in gergo – bollita. Una squadra che non vince in casa dal 21 gennaio (2 a 1 contro la Lazio), da lì tre pareggi e due sconfitte (contro Bologna e Novara).

Fa bene dunque Pasquale Marino a provare a giocarsela, a cambiare a sua volta le carte in tavola, come è successo ieri in allenamento quando ha provato un 4-3-3 con Palacio e Jorquera larghi e Gilardino centrale. Ieri il mister siciliano fra l’altro ha incassato anche la disponibilità di Moretti e Sculli per la sfida di domenica. Oggi partitella in famiglia alle 15 a porte aperte, e si comprenderà meglio se Marino avrà voglia di rivoluzionare l’assetto o proseguire con il buon Belluschi visto domenica scorsa dietro le due punte (ieri ha provato un’ulteriore soluzione con un 4-2-3-1, con Rossi e Biondini a fare da frangiflutti e Jankovic-Palacio-Sculli a innescare Gilardino).