Il Genoa prepara la trasferta di Roma in cerca di un obiettivo - Genova 24

Il Genoa prepara la trasferta di Roma in cerca di un obiettivo

Enrico Preziosi

Genova. Il Genoa deve capire cosa vuol fare da grande. Il refrain della parte sinistra della classifica ormai ha poco appeal, soprattutto per gente abituata a guardare la classifica su internet dove solitamente le squadre sono messe una sotto l’altra, senza colonne e distinzioni. Per trovare il Genoa adesso bisogna scorrere giù fino al 13’ posto, lo si trova appaiato (si fa per dire) all’Atalanta che è partita con una forte penalizzazione. 33 punti in 27 partite, 1,22 punti a partita a essere precisi. Una distanza di sicurezza dalla zona retrocessione, con 8 punti sul Lecce (provvidenziale il pareggio in terra salentina) e un bel po’ di squadre in mezzo.

Il Genoa deve decidere cosa fare da grande e qua non stiamo parlando dell’annosa questione relativa alle turbinose manovre del calciomercato: va bene anche mobilitare undici giocatori all’anno, alternare acquisti di giovani dal futuro radioso a vecchie volpi con glorioso passato. Però una volta terminate le manovre estive, pur con le promesse di rimedi e cambiamenti in gennaio, la società dovrebbe essere in grado di dire quale sia l’obiettivo. Se salvezza tranquilla deve essere, salvezza tranquilla sia. Se valorizzare giovani per poi rivenderli, che sia esplicitato. Se c’è la possibilità di avere altre ambizioni, lo si dica, poi con serenità alla fine si fanno i conti.

Le potenzialità che negli anni ha espresso la squadra e la mediocrità del campionato in questi ultimi anni dovrebbe spingere a traguardi più ambiziosi, o quantomeno precisi. Non si vuole esagerare, ma per quanto riguarda l’organico la differenza tra la Juventus seconda in classifica e il Genoa tredicesimo sta in Andrea Pirlo e Gianluigi Buffon, non è poco ma sta in quei due lì … alzi la mano chi vorrebbe cambiare Palacio con Vucinic o Gilardino con Matri? Vogliamo parlare di uno scambio tra Jorquera e Elia, impiegati allo stesso modo dai rispettivi allenatori? Ok, nel complesso la Juventus ha una panchina più lunga, ma non è che le seconde linee poi abbiano mai fatto la differenza.

Diventare grande e porsi degli obiettivi non dovrebbe essere un fatto contingente, esposto ai venti del mercato o delle stagioni azzeccate o meno, ma programmato. Bisognerebbe avere la lucidità e la maturità di dire: in tre anni si può ambire all’European League, pur sapendo che centrandola in quella stagione si patirà un po’. Oppure: quest’anno proviamo a giocarci la Coppa Italia, magari cominciando a prepararla dall’anno prima centrando l’ottavo posto.

Ottavo posto, appunto. Ultimo flebile obiettivo che rimane per il Grifone, certo ora che il calendario non è dei migliori, con tre trasferte tra Roma e Milano nelle prossime sei partite è proibitivo raggiungerlo. Eppure l’ottavo posto dallo “strabiliante” Catania di cui tutti stanno tessendo le lodi è lontano solo 5 punti (e il Genoa nella stagione ha reso il 30% di quello che ha fatto il Catania).

Certo fare questi calcoli ormai è tardi, e adesso si fa ancora più difficile con Kucka fuori per un mese, dopo che finalmente aveva raggiunto un ottimo stato di forma. Oggi per la squadra doppia seduta al Signorini, con Antonelli e Bovo che si stanno lentamente riaffacciando sul campo. La preparazione per la partita di lunedì prossimo contro la Roma continua, trasferta proibitiva da anni. Il primo obiettivo potrebbe essere questo: sfatare il tabù.