Genova, precari in Comune da più di 10 anni: quattro domande ai candidati sindaco - Genova 24
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Genova, precari in Comune da più di 10 anni: quattro domande ai candidati sindaco

precaria - asilo nido

Genova. “Ma lo sanno i candidati sindaco di Genova che la macchina comunale si regge sul “precariato storico” e sulle “finte partite Iva”? La domanda da un milione di dollari se l’è posta poche ore fa Maruska Piredda, consigliere regionale Idv.

Il quesito campeggia su twitter assieme alla spiegazione di una situazione ormai insostenibile: “Nel Comune di Genova ci sono “precari storici”, che da oltre 10 anni lavorano nei settori chiave di Palazzo Tursi: ingegneri, architetti, informatici e laureati in Scienze politiche che seguono progetti europei e col proprio lavoro portano nelle casse della municipalità milioni di euro. Fino a ieri co.co.co, co.co.pro e da domani obbligati ad aprire una partita Iva per continuare a dare il proprio indispensabile apporto al regolare funzionamento della macchina comunale”.

E’ lo strascico della conferenza stampa tenutasi ieri mattina in Regione, proprio alla presenza della responsabile Lavoro-Welfare Idv Liguria. Ed è in arrivo anche un’interrogazione per conoscere se “la Regione sia a conoscenza dell’eventuale impiego da parte del Comune di Genova di personale mediante contratti di lavoro atipico, in particolare nella gestione di pratiche e progetti di interesse regionale”.

“Ho raccolto – spiega Piredda – le testimonianze di una rappresentanza di “precari storici”, che lavorano, da oltre dieci anni, nella macchina comunale genovese. È difficile stabilirne il numero preciso perché in molti di loro hanno difficoltà nell’uscire allo scoperto per timore di perdere quel poco di certezza sul futuro conquistata in questi anni”.

Inoltre, secondo quanto riferito dai lavoratori stessi, il comune, volendo interpretare sempre più restrittivamente le norme nazionali, sta invitando i “precari storici” a diventare “liberi professionisti”, ingrossando le fila del popolo delle “finte partita Iva”, ovvero dei consulenti per lo più con un unico committente.

E allora ecco quattro domande che i precari e Piredda rivolgono ai candidati sindaco alle prossime elezioni: “Qual è la posizione del candidato in merito alla situazione dei “precari storici” del Comune di Genova? Ritiene percorribile l’ipotesi di un inserimento dei precari nell’organico dell’ente o delle società partecipate durante il mandato di sindaco? Attraverso quali modalità o quali tipologie contrattuali?
E infine: il candidato è intenzionato a mantenere aperto un tavolo di confronto Comune – precari con l’obiettivo di chiudere la trattativa a favore di persone che forniscono all’ente, da oltre dieci anni, lavoro qualificato e altamente specializzato e che si sono dimostrate in grado di condurre progetti complessi che hanno consentito il reperimento di notevoli risorse finanziarie, nazionali e comunitarie?”

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