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Genova Libera contro le mafie: 100 mila persone in piazza per ricordare e dire basta

Genova. Con la lettura dei 900 nomi delle vittime della mafia al Porto Antico, si è concluso il corteo organizzato da Libera per ricordare le vittime delle mafia. Una manifestazione che ha visto scendere in piazza oltre 100 mila persone, tra cui tantissimi i giovani arrivati da ogni parte d’Italia.

Bandiere della pace e striscioni hanno accompagnato tutta manifestazione, che si è snodata da Brignole a piazza Caricamento, in un clima di commozione e ricordo per le vittime della criminalità organizzata, ma anche di gioia per esserci, come hanno testimoniato tanti ragazzi presenti.

In testa la corteo non poteva che esserci Don Luigi Ciotti, insieme a tutti i parenti delle vittime. “Io mi stupisco di chi si stupisce quando si parla delle mafie anche qui. La cementificazione vede la Liguria al primo posto in Italia ed è logico che in questo modo c’è una alto rischi di infiltrazioni”, ha dichiarato.

Tanti, tantissimi i partecipanti, fra cui il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, il pm Anna Canepa e il procuratore Gian Carlo Caselli, che negli anni Ottanta nella sua attività svolta a Palermo ha condotto indagini fondamentali nella lotta contro la mafia (a partire dagli arresti eccellenti di Leoluca Bagarella, Gaspare Spatuzza, Giovanni Brusca), ha voluto partecipare alla manifestazione organizzata da Libera contro la mafia e in ricordo delle vittime di mafia. Istituzioni e gente comune, tutti in corteo per ricordare quelle vittime che non devono essere mai dimenticate. Non poteva mancare il messaggio di coraggio del capo dello Stato Giorgio Napolitano, che è arrivato puntuale a Don Ciotti.

Tra chi ha partecipato, anche alcuni No Tav. Se alcuni striscioni erano lungo il corteo, altri quattro sono stati srotolati sulle mura delle Marine di Genova al passaggio del corte. “No Tav, No Mafia”, “Liberarsi dallo Stato e dalle sue leggi”, “Luca Abba quasi ucciso dalla vostra legalità assassina”, “Nelle strade e nelle galere di legalita’ si muore”; ecco le scritte sugli striscioni.

E tra migliaia di voci, ce n’è stata una fuori dal coro. Si tratta di Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalità. “Con tutto il rispetto per i parenti delle vittime di mafia e di quanti, in buona fede, sono oggi all’appuntamento promosso da Libera a Genova, noi non possiamo esserci”.

“Libera ha scelto da tempo di essere il ‘paravento’ di una politica e di certa impresa che con le mafie ha fatto e fa ottimi affari. Noi a questo ‘gioco’, in cambio di visibilità e soldi, non ci siamo mai prestati e mai ci presteremo”. L’accusa è diretta al modo in cui Libera gestisce la sua battaglia contro le mafie, effettuata secondo Abbondanza: “Mai un nome e cognome… mai un indice puntato… solo e sempre un parlare di mafia come se questa fosse un ectoplasma. Non è solo questione di ‘metodi’ diversi. E’ ben altro”.