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Genova, in manette il pusher dell’Acquario: vendeva droga agli studenti con tanto di prezzario

Genova. Grande varietà di droghe e un prezzario ricco e dettagliato. Sono queste le caratteristiche che contraddistinguevano Riccardo Cima, il pusher 42enne arrestato ieri dai carabinieri della compagnia di San Martino.

Lo spacciatore dell’Acquario, famoso perché riforniva gli studenti che andavano in gita, è stato trovato a casa nel momento del blitz. Sequestrati, oltre a un chilo di droga e gli strumenti per lo spaccio, anche i prezziari: più alti per gli studenti che venivano da fuori, migliori per la clientela locale.

“E’ stata un’operazione veloce, iniziata dopo la segnalazione di un insegnante di educazione fisica e svolta tramite un pedinamento di alcuni acquirenti – spiega Pierantonio Breda, comandante della compagnia di San Martino – abbiamo localizzato la casa e fatto il blitz, mettendo in atto una perquisizione fruttuosa”. Cima era anche un cultore dell’erotismo, un artista la cui casa tappezzata con quadri da lui dipinti.

Le indagini dei carabinieri, come ha spiegato il capitano Breda, sono partite dalle confidenze di un professore di educazione fisica di un istituto del levante cittadino, che aveva appreso dai suoi studenti come si “stavano preparando alla gita”.

“Dopo una serie di pedinamenti siamo arrivati a questa base – ha raccontato Breda – ubicata in zona Caricamento proprio di fronte all’Acquario e ieri è scatto il blitz che ci ha permesso di sequestrare oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente tra hashish e marijuana di differenti tipologie qualitative, oltre a 1.800 euro provenienti dall’attività di spaccio”.

Cima inoltre possedeva un timbro riferibile allo pscicologo: “Psicologo che in realtà non esiste – ha chiarito il capitano Breda – l’arrestato ci ha spiegato che era sua intenzione utilizzare questo timbro per prodursi delle certificazioni da presentare al Sert”.

“A margine di questo abbiamo anche trovato e sequestrato un test di autodiagnosi che consentiva all’arrestato di sapere se aveva la possibilità di essere segnalato in caso di controlli sulle urine”.